Gas, accordo Ue per riduzione consumi. L’Italia dovrà tagliare solo il 7%
Piano rivisto su due punti cruciali: sarà il Consiglio Ue a decidere su obiettivi vincolanti e l’obiettivo di riduzione del 15% verrà adattato a ciascun Paese
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I punti chiave
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I ministri dell’Energia dell’Unione Europea riuniti a Bruxelles hanno trovato un accordo per ridurre in modo coordinato i propri consumi di gas e aiutare così la Germania, dopo una nuova drastica riduzione delle consegne russe. «Non era una missione impossibile! I ministri sono giunti a un accordo politico sulla riduzione della domanda di gas in previsione del prossimo inverno», ha annunciato la presidenza di turno ceca su Twitter.
La svolta viene dopo che nelle ultime ore il piano presentato la scorsa settimana dalla Commissione europea e che aveva incontrato forti critiche da parte di vari paesi come Grecia e Spagna (fortemente penalizzati dalle politiche di austerità imposte dalla Germania in occasione della grande crisi finanziaria) e Francia era stato rivisto su due punti cruciali: sarà il Consiglio Ue e non più la Commissione a decidere su eventuali obiettivi vincolanti qualora l’adesione volontaria non fosse sufficiente e l’obiettivo di riduzione del 15% verrà adattato alla situazione particolare di ciascun Paese grazie a una serie di deroghe, tenendo conto in particolare del livello di stoccaggio raggiunto e della possibilità di esportare il gas risparmiato in altri Paesi.
Il consiglio straordinario sull’Energia si è tenuto nel giorno in cui il prezzo del gas ha toccato i 186 euro al MWh sulla piazza di Amsterdam. Un balzo anche a seguito della nuova stretta sui flussi comunicata lunedì da Gazprom.
Unico paese a opporsi l’Ungheria. Lo riferiscono fonti diplomatiche. Per l’approvazione del pacchetto era richiesta la maggioranza qualificata. Il voto contrario di Budapest è stato quindi ininfluente. L’opposizione politica dell’Ungheria al piano non è stata ancora formalizzata dato che, solo in un secondo tempo si avrà il via libera ufficiale al pacchetto sul quale il Consiglio Affari Energia ha trovato un’intesa.
Corte dei conti “boccia” REPowerEu: finanziamenti inferiori a stime
Una nota stonata sul fronte energetico arriva, però, dalla Corte dei conti Ue. L’istituzione ha di fatto bocciato il piano REPowerEU, presentato a metà maggio dalla Commissione europea per accelerare la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili provenienti dalla Russia e aumentare la resilienza del sistema energetico Ue. Secondo l'analisi condotta dalla Corte, dei 210 miliardi di finanziamenti aggiuntivi che la Commissione stima verrebbero attivati dal REPowerEU, quelli che saranno direttamente e realmente resi disponibili dal piano saranno solo 20 miliardi.

