Gas, con il nuovo taglio russo forniture ai minimi: le manutenzioni fermano altri gasdotti
Le revisioni nel periodo estivo sono pratica comune, ma oggi ogni molecola è importante. E l’Italia riceve meno gas anche dall’Algeria. Ad agosto invece potrebbero fermarsi del tutto i flussi nel Tap
di Sissi Bellomo
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Tutto si può dire tranne che sia una sorpresa. Che le forniture di gas russo sarebbero potute crollare di nuovo ce l’aveva detto Vladimir Putin in persona. E quello che ora va in scena è proprio il copione descritto dal capo del Cremlino: la turbina rientrata dal Canada non è ancora tornata al suo posto, un’altra dev’essere rimossa per riparazioni e così dalle prime ore di mercoledì 27 il flusso nel Nord Stream scenderà ad appena 33 milioni di metri cubi al giorno, il 20% della capacità.
Capita in un brutto momento, soprattutto per l’Italia. Visto che d’estate non sono solo i gasdotti russi ad andare in manutenzione, stiamo ricevendo meno gas anche da quello che è ormai il nostro primo fornitore, l’Algeria. I flussi sul Transmed, che approda in Sicilia a Mazara del Vallo, sono ridotti del 35% dal 20 luglio a causa di interventi programmati sulla Trans Tunisian Pipeline (controllata da Eni), che si riconnette al gasdotto.
La manutenzione per fortuna si concluderà proprio il 27 luglio. Ma a frenare le forniture nordafricane fino alla fine del mese ci sono anche altri lavori, alla centrale di compressione Snam di Melizzano (Benevento).
Un paio di settimane di tregua e poi, tra il 14 e il 28 agosto, potrebbero chiudersi del tutto i rubinetti del Tap. In quel periodo ci sarà infatti un fermo totale del gasdotto che collega i giacimenti azeri del Mar Caspio con Georgia e Turchia: la linea Baku-Tbilisi-Erzurum, nota anche come South Caucasus Extention (SPCX), ossia il primo tratto del Corridoio sud del gas.
Sono vicende estranee alla Russia, che non scatenano teorie complottiste e restano fuori dal cono di luce proiettato dai media. Ma non per questo sono irrilevanti in un periodo in cui la nostra sicurezza energetica è a serio rischio.


