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Gemini 3.0 on the launch pad: how Google's Gen AI evolves further

by Gianni Rusconi

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Versione italiana

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Ormai ci siamo, anche se sui tempi effettivi di rilascio c’è ancora qualche velo di incertezza. Google è comunque vicina a presentare Gemini 3.0, la nuova generazione del modello di intelligenza artificiale sviluppato da DeepMind, e l’ulteriore conferma sull’imminente debutto è arrivata nei giorni scorsi da AI Studio, una piattaforma dedicata agli sviluppatori, e da presunti documenti interni trapelati online, che fisserebbero la data di presentazione ufficiale per il 22 ottobre. Il lancio, secondo quanto emerge dal balletto dei rumors, potrebbe seguire uno schema ormai abituale per il gigante di Mountain View, ovvero sia una distribuzione graduale e discreta, inizialmente limitata a un gruppo ristretto di utenti e developers, prima di essere resa disponibile agli abbonati di Gemini Advanced e pubblico come interfaccia web. Il tutto per testare e monitorare le prestazioni reali sul campo del modello, e raccogliere i necessari feedback, prima di fissare una data di lancio ufficiale. Altre indiscrezion

What's new: the expected new features and the two variants

In attesa della reale disponibilità del modello, le indiscrezioni parlano di notevoli miglioramenti in termini di performance, soprattutto per quanto riguarda l’accuratezza nella generazione di codice SVG (il formato di file per la grafica vettoriale basato su XML utilizzato principalmente per le immagini Web) e il ragionamento multimodale. Come scrivono alcuni esperti, non è ancora chiaro in cosa Gemini 3.0 Pro si differenzierà da Claude 4.5 Sonnet di Anthropic o GPT-5 Codex di OpenAI, ma è dato per certo che sarà il cuore di Gemini Advanced (la versione premium della chatbot) e di Gemini for Workspace, la piattaforma che alimenta gli applicativi Docs, Gmail e Slides. Non in ultimo, il nuovo modello potrebbe anche diventare il motore di Gemini for Enterprise, la soluzione che Google indirizza alle aziende che vogliono costruire flussi di lavoro personalizzati basati su agenti AI. Fra le novità chiave previste non dovrebbero mancare la maggiore integrazione con l’ecosistema Android e un ulteriore po

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A competition-proof ecosystem

Se guardiamo al momento nel quale Google calerà l’asso di Gemini 3.0, è di fatto poco discutibile che questo avvenga in una fase di forte accelerazione per l’intelligenza artificiale di BigG. Non deve passare inosservato, per esempio, come l’’azienda abbia recentemente ampliato l’accesso alla propria piattaforma, offrendo un anno gratuito di abbonamento a Google AI Pro agli studenti universitari di tutto il mondo (la proposta vale per tutti coloro che frequentano un corso di laurea) con l’intento fidelizzare nuovi utenti ed estendere la diffusione dei propri servizi generativi. Gemini, da parte propria, è sempre più integrato nei prodotti core dell’azienda (da Gmail al motore di ricerca fino agli strumenti per sviluppatori) e in tal senso l’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la tecnologia in una vera infrastruttura di intelligenza distribuita, in grado di adattarsi ai diversi contesti d’uso, che sia la scrittura di codice o la generazione di contenuti, l’assistenza ai proces

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