Cinema

Gene Hackman e Betsy Arakawa: indagini sulla morte sospetta della celebre coppia di Hollywood

I corpi dell’attore di 95 anni e della pianista di 63 erano nella loro villa di Santa Fe assieme a quello del cane. Nessuno li vedeva da settimane

di Francesco Prisco

Aggiornato il 28 febbraio 2025, ore 12:39

Gene Hackman e sua moglie Betsy Arakawa trovati morti in casa

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Morte più coerente con quello che era stato in vita, sul grande schermo, noi che lo guardavamo seduti in platea difficilmente ce la saremmo potuti immaginare. C’è dentro di tutto, un po’ come fosse un film: il mistero, dinamiche da ricostruire, un’indagine che si apre.

C’è dentro l’ironia, specialità di cui era campione assoluto: lui, lei e l’amico a quattro zampe, in quella villetta appena fuori città, con vista sulle Montagne Rocciose. Gene Hackman, attore due volte premio Oscar per Il braccio violento della legge e Gli spietati, e sua moglie, la pianista classica Betsy Arakawa, sono stati trovati morti mercoledì pomeriggio nella loro casa di Santa Fe, in New Mexico, assieme al loro cane.

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Il punto sulle indagini in corso: per la polizia la morte è «sospetta»

Da quanto si apprende, «erano morti da tempo». Lo ha detto lo sceriffo che segue le indagini Adan Mendoza in una conferenza stampa. «Non voglio azzardarmi a dire da quanto», ha proseguito, sottolineando che «non ci sono immediati segni di un atto criminale ma non lo abbiamo neppure ancora escluso. Questa è un’indagine e teniamo tutto sul tavolo». Secondo le prime stime, ci vorranno settimane per ricostruire nel dettaglio l’accaduto.

Per la polizia di Santa Fe la tragica fine dell’attore Gene Hackman e della moglie Betsy Arakawa è da considerare «sospetta». Così almeno si legge nella richiesta di perquisizione della villa dove sono stati scoperti i due cadaveri. Nell’atto emerge che due addetti alla manutenzione, che hanno scoperto i corpi dopo che per due settimane non avevano visto la coppia, hanno trovato la porta della casa aperta, senza però tracce di forzatura. Il corpo di Hackman sarebbe stato trovato dalla polizia all’ingresso della casa, in tuta e pantofole «come se fosse caduto di schianto». Accanto a lui gli occhiali da sole e un bastone.

La casa di Santa Fe in cui Gene Hackman viveva con la moglie Betsy Arakawa (AP Photo/Roberto E. Rosales)

La Arakawa è stata trovata riversa sul pavimento di un bagno, accanto a una stufa. Alcune pillole erano sparse su un bancone, provenienti da una boccetta di medicinali aperta. Uno dei tre cani della coppia è stato trovato morto in una cuccia. Gli altri due pastori tedeschi della star di Hollywood sono sopravvissuti.

Hackman aveva 95 anni, Arakawa 63. L’ufficio dello sceriffo della contea di Santa Fe ha ufficializzato la notizia dopo la mezzanotte di giovedì. A fornire ulteriori dettagli, spunta poi il video di una vecchia intervista in cui l’attore confidava di «avere la normale paura di morire», ma soprattutto quella che la moglie Betsy e i suoi cari «fossero al sicuro».

Il matrimonio con Betsy Arakawa e la vita a Santa Fe

Con Betsy Arakawa l’attore si era sposato nel 1991, dopo sette anni di fidanzamento. Dal precedente matrimonio con Fay Maltese aveva avuto tre figli. Nel 1990 Hackman si era sottoposto a un intervento di angioplastica. Nel 2012, durante una vacanza in Florida, era stato travolto da un van mentre andava in bicicletta, ma se la cavò con qualche osso rotto.

Gene Hackman e sua moglie Betsy Arakawa trovati morti in casa

La casa della coppia si trova in una comunità recintata appena fuori Santa Fe. Hackman ci si era trasferito negli anni Ottanta: inizialmente non era difficile incontrarlo in giro e negli anni Novanta era anche stato membro del consiglio di amministrazione del Georgia O’Keeffe Museum. Tra i suoi hobby, a quelle latitudini, la pittura, le gare in auto e le immersioni.

A livello politico era un sostenitore del Partito Democratico e si definì «orgoglioso» di essere stato incluso nella lista dei nemici di Richard Nixon. Eppure, parlava con affetto del presidente repubblicano Ronald Reagan, suo amico.

Quasi mai riguardava i suoi film. Anzi: «Ne guardo forse cinque minuti se passano in Tv», disse in un’intervista, «mi viene una sensazione di disgusto e subito cambio canale».

Nell’ultimo periodo si faceva vedere raramente in pubblico. Era stato fotografato l’ultima volta lo scorso marzo per la prima volta in due decenni, mentre, appoggiandosi al braccio della moglie per tenersi in equilibrio, era andato a mangiare in un ristorante di pesce di Santa Fe.

Gene Hackman, i suoi film indimenticabili

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Un cattivo «eccellente»

Nel corso di una carriera da oltre cento film durata più di sei decenni, Hackman oltre ai due Oscar su cinque nomination ha vinto due Bafta, quattro Golden Globe, un Orso d’Argento e uno Screen Actors Guild Award. Si stima che avesse accumulato un patrimonio personale da 80 milioni di dollari.

Considerato uno dei grandi interpreti della seconda metà del Ventesimo secolo, Hackman non era dotato del tradizionale aspetto da star hollywoodiana, ma compensava con l’umorismo istintivo e una versatilità fuori dal comune. E soprattutto sapeva essere un cattivo superlativo.

Nato Eugene Allen Hackman a San Bernardino in California e cresciuto a Danville in Illinois, ebbe un’infanzia difficile, segnata dal divorzio dei genitori e da un rapporto complicato con il padre, che abbandona la famiglia quando Gene aveva appena 13 anni. «Le famiglie disfunzionali hanno generato molti bravi attori», commentava ironicamente.

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A 16 anni truccò la carta d’identità età per arruolarsi nei Marines, dove prestò servizio per quasi cinque anni come operatore radio nel Pacifico. Dopo il congedo, studiò giornalismo e produzione radiofonica all’Università dell’Illinois, ma la sua vera passione divenne presto la recitazione. Si trasferì così a New York, dove studiò all’Actors Studio seduto accanto a fuoriclasse come Dustin Hoffman e Robert Duvall.

Dal «Braccio violento della legge» ai Tenenbaum

Dopo un inizio faticoso, Hackman ottiene il primo grande ruolo in Gangster Story (1967) con Warren Beatty. Il successo arrivò tuttavia con Il braccio violento della legge (1971), film di un William Friedkin «pre-Esorcista» in cui interpretava il duro detective Doyle, ruolo che gli vale l’Oscar come miglior attore protagonista. Per un Francis Ford Coppola reduce dal successo de Il padrino interpreta La conversazione (1974) che adesso, qui in Italia dal 10 al 16 marzo, torna al cinema restaurato.

Hackman diventa presto uno degli attori più versatili e rispettati di Hollywood, recitando nel sequel del Braccio violento della legge (1975), nel primo Superman (1978), dove si taglia i capelli per diventare il cattivissimo Lex Luthor, nel manifesto anti segregazionista Mississippi Burning (1988) di Alan Parker che gli vale l’Orso d’Argento a Berlino per l’interpretazione e nel capolavoro di Clint Eastwood Gli spietati (1992) che gli regala il secondo Oscar a 21 anni di distanza dal primo, stavolta come miglior attore non protagonista.

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Passa con disinvoltura dalle pellicole di genere ai film d’autore. Per dire: nel 2001 è papà Royal ne I Tenenbaum, film che consacra Wes Anderson, senza dubbio una delle sue migliori prove di attore.

«Nella propria carriera», diceva, «si attraversano fasi in cui ci si sente molto bene con sé stessi. Poi ci si sente malissimo, come a dire: “Perché non ho scelto qualcos’altro?”. Ma nel complesso sono abbastanza soddisfatto di aver fatto la scelta giusta quando ho deciso di fare l’attore».

Viene da immaginarsi gli agenti che fanno irruzione a casa sua e trovano il suo corpo, poi quelli della moglie e del cane. La sua vita finisce così, ma sarebbe un inizio perfetto per un suo film.

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