Automotive

General Motors utile -40% nel 2024. Sul 2025 l’ombra dei dazi di Trump

Rischio dazi, la ceo Mary Barra ha sottolineato l’importanza del dialogo con il presidente Trump per affrontare le incertezze normative e commerciali

Il logo della General Motors.  REUTERS/Rebecca Cook/File Photo

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A Wall Street ieri il titolo General Motors è arrivato a perdere il 10%, peggior calo intraday dal 2020. Il mercato teme l’impatto delle politiche protezionistiche americane sulla catena produttiva e sull’equilibrio finanziario dell’azienda. La casa automobilistica di Detroit ha chiuso il 2024 con risultati finanziari caratterizzati da luci e ombre, con difficoltà significative in Cina, ma mantenendo una forte posizione sul mercato nordamericano grazie a camion e suv con motore a combustione interna e a un portafoglio elettrico in espansione.

Le prospettive per il 2025 appaiono ambiziose e soprattutto condizionate da incertezze politiche e commerciali. In particolare sui prossimi trimestri si allunga l’ombra dei dazi del 25% sulle importazioni dal Messico e dal Canada, annunciati da Donald Trump, che da soli potrebbero erodere (secondo le stime di S&P Global Ratings) oltre il 25% dell’Ebitda rettificato di Gm, che è una delle case più esposte.

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I risultati del quarto trimestre 2024

Gm ha registrato una perdita netta di 2,96 miliardi di dollari nel quarto trimestre, un dato che contrasta con l’utile di 2,1 miliardi ottenuto nello stesso periodo del 2023. Tuttavia la perdita è dovuta principalmente a svalutazioni legate alle joint venture cinesi (4 miliardi di dollari) e a oneri di ristrutturazione, inclusi 0,5 miliardi per la decisione di interrompere l’emorragia miliardaria dovuta ai robotaxi Cruise negli Usa. Nonostante ciò, i ricavi del trimestre hanno raggiunto i 47,7 miliardi, in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente, con un Ebit rettificato di 2,5 miliardi (+42,8%), ben sopra le stime di mercato.

Per l’intero 2024, Gm ha riportato ricavi pari a 187,4 miliardi (+9,1%), mentre l’utile netto è sceso del 40,7% a 6 miliardi, al di sotto delle previsioni iniziali che stimavano un risultato compreso tra 10,4 e 11,1 miliardi.

Gm ha venduto 2,7 milioni di veicoli a un prezzo medio di 50mila dollari. Si prevede un calo dell’1%-1,5% del potere di determinazione dei prezzi in Nord America e un modesto calo del volume di veicoli tradizionali nel 2025.

Il peso del mercato cinese

Il mercato cinese si è rivelato una sfida complessa per Gm nel 2024, con perdite per 4,4 miliardi. Tuttavia, il quarto trimestre ha segnato un ritorno alla redditività prima dei costi di ristrutturazione. Gm, insieme al partner locale Saic Motors, sta adottando misure per migliorare l’utilizzo della capacità produttiva e rafforzare la propria posizione competitiva. Secondo il cfo Paul Jacobson, queste iniziative dovrebbero completarsi senza ulteriori investimenti significativi.

Dazi, tentativi di dialogo con l’amministrazione Trump

La ceo Mary Barra ha sottolineato l’importanza del dialogo con l’amministrazione Trump e il Congresso per affrontare le incertezze normative e commerciali. «Abbiamo ribadito l’importanza di un forte settore manifatturiero e della leadership americana nelle tecnologie avanzate», ha aggiunto Barra, sottolineando che la collaborazione con la Casa Bianca è costruttiva. In particolare, come si diceva, i dazi sulle importazioni dal Messico rappresentano una potenziale minaccia per Gm, data la significativa produzione che l’azienda svolge in quel Paese, con quasi 900.000 veicoli prodotti nel 2024, la maggior parte dei quali destinati agli Stati Uniti. La prospettiva di dazi fino al 25% su Canada e Messico potrebbe mettere a rischio la catena di approvvigionamento di Gm e influire pesantemente sulla redditività.

Jacobson ha dichiarato che Gm è stata proattiva nella preparazione a tali scenari, evidenziando la diversificazione delle operazioni, inclusi gli investimenti in impianti di batterie e risorse minerarie negli Stati Uniti. «Abbiamo un playbook molto ampio per affrontare queste sfide», ha sottolineato il cfo di Gm.

Le prospettive per il 2025

Per il 2025, Gm prevede un utile netto in crescita compreso tra 11,2 e 12,5 miliardi, con un Ebit rettificato tra 13,7 e 15,7, quindi oltre le attese del mercato(10,8 miliardi). L’azienda mira inoltre a generare un free cash flow delle attività automotive tra 11 e 13 miliardi di dollari. Questi ambiziosi obiettivi si basano sull’espansione del portafoglio Ev, che includerà tre nuovi modelli Cadillac (Escalade IQ, Optiq e Vistiq) e il consolidamento dei nuovi suv a benzina lanciati nel 2024.

Gm ha inoltre fissato un obiettivo di 300mila veicoli elettrici prodotti e venduti in Nord America nel 2025, dopo aver mancato di poco il traguardo dei 200mila nel 2024. Nonostante l’aumento dei costi e la competizione agguerrita in Cina e negli Stati Uniti, Gm prevede un miglioramento della redditività nel segmento Ev grazie a economie di scala e a una maggiore efficienza operativa.

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