Usa

Giorgia Meloni premiata a New York con il Global Citizen Award

La premier, presentata dal controverso Elon Musk, ha rivendicato la difesa dei “valori occidentali” come risposta alle autocrazie

La premier Giorgia Meloni al Vertice del futuro nell'ambito dell'assemblea generale dell'Onu, New York, 23 settembre 2024.   NPK   ANSA / Filippo Attili - Palazzo Chigi
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A handout picture, provided by Chigi Palace Press Office, shows Italian Prime Minister, Giorgia Meloni, at the UN General Assembly Summit of the Future, New York (Usa), 23 September 2024.    NPK     ANSA / Filippo Attili - Chigi Palace Press Office handout   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

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Giorgia Meloni è stata ieri sera tra i leader, politici e di business, insigniti dei Global Citizen Awards dal grande think tank statunitense Atlantic Council. Al Gala di premiazione, a New York in occasione della 79esima Assemblea Generale dell’Onu, alla premier è stato riconosciuto il “rivoluzionario ruolo di prima premier donna italiana, il suo supporto per l’Unione Europea e l’Alleanza transatlantica e la sua presidenza del G7 nel 2024”.

Meloni è stata presentata da Elon Musk, che ha espresso la sua “ammirazione” per la premier, e, ha detto, per “l’incredibile lavoro che sta svolgendo” in Italia. Musk ha citato crescita economica e bassa disoccupazione. Meloni lo ha ringraziato per “le bellissime parole al mio riguardo” e per la sua “preziosa genialità”. Ha poi detto, di aver scartato molteplici idee sul suo discorso e di avere scelto di offrire alla fine quella che ha definito una “diversa prospettiva”. Ha citato chi definisce il suo credo politico come “nazionalismo occidentale” e, se ha detto di non esser certa che il termine nazionalismo sia “corretto”, ha aggiunto di sapere che “non dobbiamo vergognarci di usare e difendere parole e concetti quali Nazione e Patriottismo”. Perché definiscono “uno stato della mente”, una “appartenenza”, una condivisione di “cultura, tradizioni e valori”.

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Ancora: “Quando vediamo la nostra bandiera, se siamo orgogliosi vuol dire che siamo orgogliosi di essere parte di una comunità”. L’Occidente, ha continuato, “per me è più di un luogo”, è una “civiltà costruita nei secoli dal genio e sacrifici di molti”. Un “sistema di valori nel quale la persona è centrale, uomini e donne sono eguali e liberi, e i sistemi sono democratici, la vita è sacra, lo stato è secolare e basato sul rispetto della legge”. Come Occidente, ha continuato, due sono i rischi da affrontare: quel che ha definito Oikophobia, la paura della propria casa, dei simboli della propria civiltà, negli Usa come in Europa. Il secondo è il “paradosso” di sminuirsi e assieme vantare di essere superiori. Questo porta a diventare un interlocutore “meno credibile”, a diventare una “fortezza chiusa”, a lasciare spazio alle autocrazie.

Ha invece menzionato, quale esempio di risposta, il Piano Mattei lanciato dall’Italia per l’Africa, volto, ha sostenuto, alla costruzione di partnership di lungo termine. E ha rivendicato che al cuore c’è la necessità di “recuperare coscienza di chi siamo”, come “popolazioni occidentali” fiduciose nei propri valori – descritti come “sintesi nata dall’incontro filosofia greca, legge romana e umanesimo cristiano”. E’ qui, ha insistito, la replica ad autocrazie che parlano del declino dell’Occidente, di democrazie che falliscono le loro popolazioni. “Difenderemo i nostri valori”, ha detto, e “il patriottismo è la miglior risposta al declinismo”. Ha citato Ronald Reagan nel dire che “nessuna arma è potente quanto la volontà e il coraggio morale di uomini e donne libere”. E Giuseppe Prezzolini nel ricordare l’importanza di “imparare le lezioni del passato”.

Meloni ha concluso affermando che “difendere le nostre radici” è precondizione per un futuro migliore: “Difendiamo l’Ucraina” perché “conosciamo il caos di un mondo dove vige la legge del più forte”; combattiamo i trafficanti di esseri umani perchè ricordiamo la lotta “per abolire la schavitù”; e nello sviluppare l’intelligenza artificiale proviamo a governarne i rischi perché “non intendiamo barattare la libertà per il comfort”.

Gli annuali Global Citizens Awards dell’Atlantic Council, definiti una celebrazione delle “più alte espressioni della cittadinanza globale”, si sono tenuti in concomitanza con l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Un omaggio alla missione del Council, “dare forma al futuro assieme” sottolineando allo stesso tempo i contributi di leader impegnati a migliorare “lo stato del mondo”. Tra gli italiani, negli anni scorsi Mario Draghi è stato ripetutamente premiato.

Ai margini dell’Onu, oltre all’appuntamento con il Council e a incontri bilaterali con leader internazionali, Meloni in questi giorni a Manhattan ha anche incontrato top executive della Corporate America nell’high-tech: gli amministratori delegati di Google-Alphabet, di Motorola e di OpenAI. In discussione le prospettive dello sviluppo tecnologico e in particolare dell’intelligenza artificiale, con opportunità e rischi, compresi piani di investimento dei gruppi in Italia.

La premiazione di Meloni, hanno riportato i media americani alla vigilia, ha tuttavia in realtà anche destato qualche malumore dentro il noto think tank americano. Alcuni membri dello staff dell’Atlantic Council non hanno visto di buon occhio soprattutto la scelta di farsi presentare dal Ceo di Tesla Elon Musk, di recente nuovamente al centro di controversie negli Stati Uniti. E’ diventato grande sostenitore della campagna per la Casa Bianca di Donald Trump ed è finito sotto accusa per affermazioni criticate come razziste e venate di antisemitismo.

Musk ha, tra l’altro, chiosato sulla mancanza di attentati alla vita dei democratici Joe Biden e Kamala Harris, mentre Trump ne ha subiti due. Ancora: ha detto d’essere pronto mettere incinta Taylor Swift, che ha dichiarato il suo sostegno per Harris firmandosi “gattara senza prole”, in risposta a sprezzanti proposte del candidato repubblicano alla vicepresidenza JD Vance che ha suggerito di dare meno peso ai voti di chi è senza figli. L’anno scorso Musk aveva inoltre dato credito a tesi del Great Replacement, secondo cui sarebbero in atto complotti per sostituire i bianchi con minoranza etniche e immigrati.

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