Giovani in fuga: il malessere e l’isolamento che li allontanano dalla società e dalla politica
Il sondaggio rivela il distacco dei giovani dalla politica e l'ansia per la crisi economica e il lavoro, con un alto livello di malessere psicologico
4' min read
I punti chiave
4' min read
Una generazione che preferisce la dimensione personale a quella pubblica, angosciata da crisi economica, lavoro, emergenza climatica. È il quadro chiaro che un sondaggio – realizzato per Il Sole 24 Ore del Lunedì da Noto Sondaggi – tratteggia sul mondo giovanile.
L’obiettivo della rilevazione è provare a oggettivizzare il tema del malessere e dell’isolamento e le risposte forniscono una mappa complessa, in cui non mancano contraddizioni. Un dato, tuttavia, è cristallino: la disaffezione dalla politica.
Il 93% degli intervistati ha infatti dichiarato di non essere impegnato in politica; il 52% se domani ci fossero le elezioni non andrebbe a votare; l’80% nega l’impegno nel volontariato.
Il rifiuto di un maggiore coinvolgimento potrebbe essere legato alla preoccupazione che il campione - 1.000 persone tra i 16 e i 24 anni: giovani in formazione, alla prima esperienza professionale o Neet - ha verso due fattori in grado di influenzare in modo diretto il proprio futuro: la crisi economica, timore per quasi uno su due (49%), e il lavoro (47%). Ambiti che, a livello di preoccupazione, staccano di netto altre emergenze al centro dell’agenda politica (sicurezza, immigrazione, guerre) ma non impattanti sulla sfera personale.
La centralità della dimensione individuale emerge anche dal sentimento di esclusione sociale diffuso: un giovane su cinque si sente tagliato fuori dalla società; il 58% oscilla tra inclusione ed esclusione.

