Cinema

Gli under 25 guidano gli ingressi in sala e puntano su film d’autore

I giovanissimi hanno aiutato a pareggiare gli incassi tra il 2023 e il 2024. I distributori mirano ad agganciarli con una comunicazione innovativa

di Camilla Colombo e Camilla Curcio

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Si sono riconosciuti nell’adolescenza tormentata e agrodolce dei protagonisti di Parthenope. Con Mufasa - Il Re Leone sono tornati indietro nel tempo, ai cartoni animati e ai ricordi d’infanzia. E dalla storia al centro de Il ragazzo dai pantaloni rosa hanno imparato quanto la lotta al cyberbullismo debba partire proprio da loro.

Come fotografano gli ultimi dati diffusi da Cinetel, a trainare il comparto cinematografico italiano nello scorso anno sono stati proprio i giovanissimi: +13% di presenze dei 15-24enni fra il 2023 e il 2024, + 31% degli under 14. Generazioni che, seppur nate e cresciute a pane e streaming, negli ultimi anni hanno ritrovato l’amore per la sala e il grande schermo.

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Il mercato cinematografico e i giovani

«Quello dei giovani che non vanno al cinema è un po’ un mito da sfatare», chiarisce Davide Novelli, amministratore delegato di Cinetel. «In forma aggregata, le nuove generazioni sono sempre state una componente fondamentale del mercato cinematografico». Questa tendenza si è consolidata negli ultimi due anni: nel 2024, il profilo dello spettatore cinematografico nel 43% dei casi è stato un under 24. «Nel 2023, con Barbie e C’è ancora domani, si è verificato anche il ribilanciamento in sala delle donne, segmento di pubblico che era stato più cauto nel tornare al cinema, dopo la pandemia», ricorda Novelli.

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Il sostanziale pareggio fra il 2023 e il 2024 – lo scorso anno gli incassi sono stati 493,9 milioni contro i 495,7 milioni del 2023 – non era per nulla scontato a causa degli scioperi nella cinematografia statunitense e considerando anche che le produzioni americane tradizionalmente pesano per due terzi al box office. «Fortunatamente il cinema italiano ha compensato e soprattutto i giovani, abituati alla fruizione dell’audiovisivo, sono stati decisivi nel creare una domanda forte, con un +26% di ingressi nella fascia 15-24 anni. Rispetto agli altri target demografici, hanno un’elasticità che permette loro di rispondere bene in ogni periodo dell’anno, anche d’estate, come è stato il caso di Oppenheimer», conclude Novelli.

Il ruolo dei distributori

Consolidare questa tendenza positiva rientra tra le priorità degli addetti ai lavori. A partire da produttori e distributori che, oltre a continuare a intercettare le nuove generazioni, puntano a riconquistare quelle più agée, sempre meno presenti in sala (nel 2024 gli over 60 si sono assestati al 10 per cento). «Guardando soprattutto ai ragazzi, il periodo pandemico è stato un’occasione unica per fruire del cinema tout court proprio perché si aveva tempo per farlo. Questo ha consolidato una nuova cultura della visione, riavvicinando il pubblico giovane al prodotto cinematografico», spiega Emanuela Ceddia, direttrice marketing di I Wonder Pictures, casa di distribuzione che nel suo repertorio vanta titoli come Titane e The substance. «Non solo: una volta ritornati alla normalità, ha anche prodotto un riverbero sempre crescente nell’incremento in sala di questo target».

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Un segmento di spettatori che, ribadisce Ceddia, «a dispetto di quel che si dice è colto, attento, curioso» e, rispetto agli over, che sembrano accusare «una stanchezza nella fruizione delle film in sala», vive l’esperienza al cinema come una scoperta.

Un motivo valido per pensare a strategie utili a non perdere appeal sulle nuove generazioni. «Bisogna coinvolgerle e informarle attraverso i canali che prediligono, quelli dell’online, soprattuttuo i social», chiosa Ceddia. «Poi, oltre ai contenuti degli utenti sul web, sempre più rilevante è diventato il buzz, il passaparola. Va alimentato e occorre seguirne le suggestioni perché al di là di quel che noi distributori raccontiamo nelle campagne marketing, conta quel che del film dice chi lo ha visto». Infine, la scrematura delle proposte: «Vista la grande offerta, sia la distribuzione sia l’esercizio cinematografico in sala dovrebbero selezionare i titoli e definire una linea editoriale chiara. Noi lo facciamo da anni e il pubblico ha ormai imparato a conoscerla e fidarsi».

Al di là di tutto, però, il fulcro resta il film: «È il trait d’union tra le generazioni», ribadisce Ceddia. «Potendo attingere ai contenuti audiovisivi con vari device, il cinema deve essere una scelta. E allora, è importante produrre e distribuire film che abbiano lo standing per la sala e caratteristiche per cui valga la pena alzarsi dal divano e assistere alla proiezione al cinema».


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