Big Tech

Google e l'anno nero della pubblicità online. Wall Street mette alle corde Mountain View

Inflazione, tassi e crisi geopolitica, hanno fiaccato i consumi, e con essi gli investimenti pubblicitari. Senza dimenticare che Apple ha schermato gli utenti iPhone di tutto il mondo dalle tecniche di profilazione

di Biagio Simonetta

Reuters

3' min read

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Un’altra giornata pesantissima per l’industria tecnologica a Wall Street. Le trimestrali di Alphabet e Microsoft hanno addensato nuove, nerissime, nubi sul cielo di Big Tech. Nubi che si sono trasformate immediatamente in pesanti sell-off, coi titoli dei due giganti che hanno perso anche oltre il 7% durante le contrattazioni, mandando in frantumi - insieme - circa 160 miliardi di capitalizzazione di mercato in poche ore. Un crollo che ha fatto malissimo all’intero comparto, con in testa - manco a dirlo - Meta, che ha accusato il colpo lasciando sul mercato fino al 4% alla vigilia dei conti. Il Nasdaq 100 ha perso circa il 2%, a suggello di un 2022 molto difficile. Da inizio anno, l’indice ha bruciato circa 6 trilioni di dollari, con un calo vicino al 30%. Una debacle.

Google in difficoltà

È senza alcun dubbio Alphabet l’azienda che evidenzia le difficoltà maggiori. Il business model di Google - benché negli anni gli sforzi per agganciare nuovi settori come cloud e prodotti siano stati molti - è ancora visceralmente legato agli annunci pubblicitari. E per l’advertising online, il 2022, sta risultando un anno complicatissimo. Il sentore, del resto, lo si era avuto pochi giorni fa, in occasione della trimestrale presentata da Snap. Anche in quella circostanza si erano palesate tutte le difficoltà delle società esposte alla pubblicità. 

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Difficoltà che Alphabet ha confermato. Inflazione, tassi e crisi geopolitica, hanno fiaccato i consumi, e con essi gli investimenti pubblicitari. Senza dimenticare la zavorra imposta da Apple, che con l’App Tracking Transparency ha schermato gli utenti iPhone di tutto il mondo dalle tecniche di profilazione più usate, impattando in modo devastante sul mercato degli annunci.

Per la holding di Mountain View, i numeri presentati nella tarda serata di martedì dicono che i ricavi del terzo trimestre sono cresciuti del 6% a 69,1 miliardi di dollari. Fatta eccezione per una breve contrazione nelle prime settimane della pandemia, quello registrato adesso è stato il tasso di crescita più lento dal 2013 e non ha soddisfatto le aspettative degli analisti, che stimavano un aumento del 9%.

YouTube non cresce più

Le preoccupazioni più grandi, per Google, arrivano da YouTube. Dalla trimestrale, infatti, è emerso che le revenue provenienti da Google Search sono aumentate del 4,2% a 39,5 miliardi, mancando le previsioni (8%), mentre le entrate pubblicitarie di YouTube sono diminuite del 2% a 7,1 miliardi rispetto alle aspettative degli analisti per un aumento del 4,4%. È stato il primo calo delle vendite di annunci su YouTube da quando, nel 2020, la società ha iniziato a segnalare le proprie prestazioni separatamente.

Il debutto di Mobileye

In un contesto così pesante per il settore tecnologico, ha debuttato a Wall Street la divisione di Intel dedicata alle auto a guida autonoma: Mobileye. Per la Ipo tech più attesa dell’anno (la prima di valore superiore ai 50 milioni di dollari, per il settore tecnologico, in tutto il 2022), la partenza è stata all’insegna dell’ottimismo. Il range previsto per le 41 milioni di azioni messe sul mercato da Intel era compreso tra i 18 e i 20 dollari, ma il titolo è stato listato a 21 dollari per poi guadagnare fino al 35% durante le contrattazioni.

Da questa Ipo, Intel dovrebbe ricavare oltre 1,1 miliardi di dollari (contro gli 800 milioni previsti alla vigilia). E la valutazione di Mobileye Global Inc è ora superiore ai 21 miliardi. In tutto questo, il titolo di Intel è rimasto pressoché piatto durante la giornata. L’ottima accoglienza di Mobileye è sembrata in netta controtendenza rispetto ai recenti debutti sul mercato, in cui gli investitori hanno dato il benservito alle società appena quotate. Chiaramente, però, il contesto globale rimane difficile. E farsi rapire dagli entusiasmi potrebbe essere un azzardo.

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