Gronda di Genova, le polemiche sul «regalo» ad Autostrade
di Redazione online
3' min read
3' min read
Sul ruolo di Autostrade e sulla futura costruzione della Gronda di Genova - la nuova bretella autostradale che dovrebbe separare il traffico locale da quello di attraversamento turistico e commerciale - in queste ore post crollo del ponte Morandi non ci sono solo le polemiche per la contrarietà ad un’opera che avrebbe potuto evitare il disastro da parte di comitati no-gronda e dei Cinque stelle locali . Ci sono anche le bordate del vice premier, Luigi Di Maio, e del ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, contro i vertici della concessionaria autostradale per una supposta mancata manutenzione, fino a chiederne le dimissioni e minacciare la revoca della concessione.
GUARDA IL VIDEO: Storia del ponte Morandi dalle polemiche al crollo
Il tema delle concessioni autostradali è ovviamente una questione complessa da affrontare sull’onda emotiva di una tragedia come quella di Genova, con mille caveat e vincoli politico-economico-regolatori. Lo stesso ingegner Antonio Brencich ha dichiarato che, a detta sua, nella vicenda del crollo del ponte Morandi c’entra poco il «fattore manutenzione», trattandosi piuttosto di un problema ingegneristico-strutturale alla radice.
Eppure non manca chi, autorevolmente, proprio sul progetto della Gronda di Genova, in tempi non sospetti ha puntato il dito contro una certa modalità italiana di affidare concessioni e convenzioni . Il riferimento in questione è alla convenzione Aspi- Ministero delle Infrastrutture firmata lo scorso anno (nel 2017 il governo era ancora guidato dal centrosinistra) .
L’analisi ( “Passante di Genova, un regalo ad Autostrade ” ), a firma Giorgio Ragazzi e pubblicata sul sito www.lavoce.info il 19.12.2017, si può riassumere così: Autostrade per l'Italia costruirà il passante di Genova ed altri investimenti per un totale di 7,8 miliardi. In cambio il ministero le garantisce la proroga della concessione e un lauto indennizzo di subentro. A pagare il conto saranno le future generazioni.
