Distribuzione

Gruppo Meregalli, giro d’affari sopra i 100 milioni: meglio il vino (bianco) che gli spirits

Per la società leader nella distribuzione il vino cresce del 6% e i superalcolici sono invece in calo del 3 per cento.

Un magazzino del Gruppo Meregalli

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Continua il trend di crescita per il Gruppo Meregalli, che chiude il 2024 con un fatturato per la prima volta sopra i 100 milioni di euro. Nei conti della società di distribuzione che affonda le radici nell 1856 e ora opera con 300 agenti, ha fatto meglio il vino, che cresce del 6% rispetto agli spirits, che sono invece in calo del 3 per cento. Per quel che riguarda le consociate estere, Meregalli Suisse e Principato di Monaco aumentano i loro fatturati, si registra una leggera diminuzione di fatturato invece per Meregalli France.

Si tratta di risultati ottenuti, comunicano dall’azienda, grazie a «una politica di “premiumization”, ovvero la scelta di prodotti di qualità e prezzo superiore, rimane una strategia adottata dal gruppo per tutte le categorie distribuite».

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Vini rossi, difficoltà confermate

Anche nel portafoglio di Meregalli, i vini bianchi e rosé performano meglio dei rossi: per questi ultimi sono le cantine e le denominazioni con una storia prestigiosa alle spalle a mantenere alte le vendite.
Tra i vini bianchi vengono scelti soprattutto referenze importanti come quelle della Borgogna, Australia e Usa; tra le cantine italiane invece sono le etichette più sofisticate del centro-sud in cima alle classifiche.

Particolare attenzione per i nuovi inserimenti ai vini low alcol di 10°/12° e analcolici: prima novità a catalogo infatti è di Chateau Bonnet con un vino zero alcol.

Bollicine, sorpresa Champagne

Gli Spumanti mantengono un andamento stabile, con risultati rilevanti per le zone di Alta Langa e Oltrepò, inseriti a listino di recente, e insieme allo Champagne sono le categorie che crescono più di tutte nel comparto vini: nel 2024 il settore bollicine si conferma una tendenza in crescita con un incremento del 7,5%.

Interessante notare come per gli Champagne dei listini Meregalli, contrariamente a un andamento generale di mercato non certo esaltante, ci sia stato un incremento di fatturato +8,4% rispetto allo scorso anno. Nel dettaglio Champagne Bollinger e Champagne Ayala aumentano le vendite, incrementando il fatturato rispettivamente del 10% e 5,7%. L’Italia nel 2024 sorpassa la Francia e diventa il secondo mercato al mondo per la vendita di Champagne Bollinger, superato solo dall’Inghilterra.

Spirits comunque sopra la media

Negli spirits Meregalli parla di una «chiusura comunque positiva rispetto all’andamento negativo del settore distillati, che risente di una flessione dovuta anche al clima freddo e piovoso che ha caratterizzato primavera e autunno non permettendo di utilizzare gli spazi all’aperto dei locali»

Per quel che riguarda le singole tipologie, il gin rimane stabile in termini di vendite in un mercato ormai saturo; i brown spirits, trend in crescita, hanno chiuso in positivo ed è una categoria dove c’è spazio per nuovi investimenti: il rum cresce grazie anche agli ultimi inserimenti a catalogo e sono previste nuove acquisizioni per il 2025; in positivo anche il comparto whisky, con un ottimo potenziale grazie alla proposta internazionale. Le vendite di cognac invece rimangono ferme, grazie però ai liquori a base cognac si movimenta la vendita di questo comparto. Il mondo grappa, in sofferenza, mostra dati positivi solo nella vendita di edizioni speciali.

Cocktail low alcol ed effetti delle nuove sanzioni del Cds

Gli analcolici sono sempre più richiesti soprattutto per l’utilizzo nei cocktail low alcol. Un’altra tendenza in crescita sono gli aperitivi premium, «in controtendenza con l’andamento del mercato, grazie alle nuove referenze di fascia alta inserite a listino che riscontrano successo».

«Siamo orgogliosi del risultato che il nostro Gruppo ha ottenuto. In un anno complesso com’è stato il 2024 - commenta Marcello Meregalli, Ad di Gruppo Meregalli vedere una crescita ci rende felici. Ringrazio tutti i fornitori, agenti, clienti e tutto il nostro team per aver collaborato al meglio. Il fine anno ha però visto un cattivo esempio di comunicazione sul nuovo codice della strada. L’unico messaggio passato è stato il terrorismo su alcol e guida: ribadisco anche io che non sono cambiate le regole e gli step che indicano i limiti e che giustamente combattono chi si mette alla guida esagerando con l’alcol. Chiediamo a gran voce, invece di fare terrorismo inutile, di dare la possibilità, a chi vuole uscire senza rischi, di attivare Uber come nel resto dei paesi civili, potenziare i taxi e garantire mezzi pubblici sicuri e decorosi così come in tanti paesi europei a noi vicini. Questa sarebbe educazione a un consumo consapevole, senza rinunciare alla socialità, ai piaceri del buon vino e della buona cucina, oggi tra i pochi pilastri insieme al turismo».

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