Medio Oriente

Hezbollah, i leader rimasti dopo Nasrallah e la struttura del gruppo

Hezbollah ha subito gravi perdite a causa degli attacchi israeliani. Ecco i leader rimasti

di Silvia Martelli

Aggiornato il 30 settembre 2024, ore 07:35

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È Hashem Safieddine il nuovo capo di Hebzollah. Nelle ultime settimane la compagine militare ha subito gravi perdite a causa di diversi attacchi israeliani che hanno colpito alcuni dei suoi principali leader politici e militari.

Sabato, Israele ha annunciato di aver ucciso Hassan Nasrallah, il leader storico del gruppo, in un imponente raid aereo su Beirut che ha distrutto quattro edifici residenziali. Safieddine ha avuto la meglio su Naim Qassem.

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Ad oggi sono stati eliminati anche tre membri chiave del Consiglio della Jihad, l’organo militare di vertice di Hezbollah: Fuad Shukr, Ali Karaki e Ibrahim Aqeel. Di seguito un’analisi sulla leadership rimanente dell’organizzazione.

LA STRUTTURA DI HEZBOLLAH

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Il Consiglio della Shura 

Il Consiglio della Shura è l’organo di governo più alto di Hezbollah, responsabile delle decisioni strategiche e politiche che riguardano l’intera organizzazione. Ssupervisiona tutte le attività di Hezbollah, inclusa la politica, l’organizzazione sociale e religiosa, le operazioni militari, e le relazioni esterne. E’ composto da un piccolo gruppo di leader di alto livello ed è guidato dal Segretario Generale.

Tra le sue funzioni principali c’è la nomina dei membri chiave nei vari organi interni di Hezbollah, l’approvazione delle principali direttive strategiche, e il controllo sulle attività politiche e sociali del gruppo sia in Libano che all’estero. Il consiglio agisce anche come collegamento tra Hezbollah e l’Iran, in particolare con la leadership politica e religiosa iraniana.

Il Consiglio della Jihad

Il Consiglio della Jihad è l’organo decisionale militare più alto di Hezbollah. Supervisiona tutte le attività militari, inclusa la pianificazione delle operazioni, le iniziative strategiche e il coordinamento con altre fazioni o alleati. Funziona come un corpo direttivo composto da comandanti di alto livello di Hezbollah e opera in stretta collaborazione con il Segretario Generale di Hezbollah e altri leader di alto rango.

I leader superstiti

Hashem Safieddine
Capo del consiglio esecutivo di Hezbollah e cugino di Nasrallah, Safieddine è il nuovo segretario generale del movimento. Nato nel 1964 nel villaggio meridionale di Deir Qanoun en-Nahr, vicino a Tiro, ha studiato teologia insieme a Nasrallah nelle due principali sedi di apprendimento religioso sciita, a Najaf in Iraq e a Qom in Iran.

Oltre al suo ruolo nella guida del consiglio esecutivo, Safieddine è un membro importante del Consiglio della Shura del gruppo ed è a capo del Consiglio Jihadi. La sua importanza lo ha reso un nemico per i rivali stranieri di Hezbollah. Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita lo hanno designato come terrorista e hanno congelato i suoi beni.

Safieddine proviene da una rispettata famiglia sciita. Suo fratello Abdullah è il rappresentante di Hezbollah in Iran. Safieddine ha anche legami stretti con l’Iran; suo figlio, Redha, è sposato con la figlia di Qassem Soleimani, il generale iraniano ucciso in un attacco statunitense nel 2020.

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Naim Qassem
Qassem è il vice segretario generale di Hezbollah ed è stato spesso descritto come il “numero due” del movimento. È nato a Kfar Kila, un villaggio nel sud del Libano, che ha subito numerosi attacchi israeliani, soprattutto dall’ottobre scorso.

Qassem ha una lunga carriera nell’attivismo politico sciita. Negli anni ’70, si è unito al Movimento degli Spossessati del compianto Imam Musa al-Sadr, che è poi diventato parte del Movimento Amal, un gruppo sciita in Libano. In seguito ha lasciato Amal e ha contribuito a fondare Hezbollah nei primi anni ’80, diventando uno dei primi studiosi religiosi del gruppo. Uno dei suoi mentori è stato l’ayatollah Mohammad Hussein Fadlallah, e Qassem stesso ha insegnato corsi religiosi per decenni a Beirut.

Qassem è stato eletto vice segretario generale nel 1991, sotto il segretario generale di allora, Abbas al-Musawi, anch’esso assassinato da Israele. Ha avuto un ruolo significativo nel rappresentare Hezbollah al pubblico nel corso degli anni ed è anche membro del Consiglio della Shura del gruppo. Ha anche supervisionato parte della rete educativa di Hezbollah e si è anche occupato delle attività parlamentari del gruppo. È noto per aver pubblicato nel 2005 un libro intitolato “Hezbollah, la storia dall’interno”, tradotto in diverse lingue.

Mohammad Raad
Raad è attualmente il capo del gruppo parlamentare di Hezbollah nel Parlamento libanese e rappresenta il distretto di Bint Jbeil. È stato eletto per la prima volta nel 2000 e da allora ha mantenuto un ruolo di rilievo nella politica libanese. È noto per le sue posizioni ferme e per il sostegno alla resistenza contro Israele, spesso parlando a favore delle politiche di Hezbollah e della sua agenda. La sua esperienza e la sua visibilità nel Parlamento lo hanno reso una figura chiave nel partito, contribuendo a definire la strategia politica e militare di Hezbollah in Libano e nella regione.

Ibrahim Amine al-Sayyed
Al-Sayyed è nato a Haouch al-Nabi, in Libano. Dopo aver studiato nei seminari di Qom, negli anni ’80 è stato membro del movimento Amal e suo rappresentante in Iran. Su richiesta della Repubblica Islamica, si è distaccato da Amal, criticando pubblicamente il leader Nabih Berri.

Rientrato in Libano, è diventato un leader chiave sotto l’ayatollah Mohammad Hussein Fadlallah e portavoce di Hezbollah. Nel 1988, ha sostenuto la creazione di una repubblica islamica, schierandosi successivamente con Nasrallah. È stato eletto nel Parlamento nel 1991 e ha contribuito alla fondazione dell’Associazione del Centro Islamico di Hezbollah, mantenendo un ruolo attivo nel Consiglio della Shura.

I leader uccisi

Ibrahim Aqeel
Comandante delle operazioni di Hezbollah e membro del Consiglio della Jihad, è stato ucciso in un attacco israeliano nei sobborghi meridionali di Beirut il 20 settembre. Aqil, che usava anche gli alias Tahsin e Abdelqader, era coinvolto nelle operazioni più importanti del gruppo. Gli Stati Uniti lo avevano accusato di essere coinvolto in due attentati letali avvenuti in Libano, che provocarono la morte di centinaia di persone.

Fuad Shukr
Il 30 luglio, un raid israeliano nei sobborghi meridionali di Beirut ha ucciso Fuad Shukr, comandante di punta di Hezbollah, identificato dall’esercito israeliano come il braccio destro di Hassan Nasrallah. Shukr era una figura militare di spicco di Hezbollah sin dalla sua fondazione da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, oltre 40 anni fa. Gli Stati Uniti gli imposero sanzioni nel 2015, accusandolo di aver avuto un ruolo centrale nell’attentato del 1983 contro la caserma dei marine statunitensi a Beirut, che causò la morte di 241 soldati.

Ali Karaki
Comandante del fronte meridionale di Hezbollah, Karaki è stato ucciso insieme a Nasrallah durante un attacco israeliano sabato scorso, secondo quanto riportato dall’Idf. Era già sfuggito a due precedenti tentativi di assassinio da parte di Israele: il primo a febbraio, quando evitò un attentato con autobomba a Nabatieh, e il secondo il 23 settembre, quando l’aeronautica israeliana ha colpito un appartamento nel quartiere di Bir al Abed, nella zona di Dahieh a Beirut.

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