I benefici e l’efficacia del coaching sullo sviluppo del potenziale umano
L’evoluzione dei contesti lavorativi, con crescente complessità e aumento dei margini discrezionali, richiede maggiori capacità di adattamento
di Laura Leone *
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Il contesto organizzativo odierno è caratterizzato da cambiamenti frequenti e repentini, complessità crescente, aumento dei margini di discrezionalità e questo richiede maggiori capacità di adattamento continuo. Al management è chiesta più attenzione per la persona e le sue caratteristiche e sul tavolo dei C-Level ci sono, fra le altre, due grande tematiche: il valore delle variabili agentiche per fronteggiare le sfide e il valore del coaching per allenare e sviluppare le attitudini necessarie per affrontare il mutato scenario lavorativo.
Il coaching ha avuto negli ultimi anni una diffusione sempre più capillare e pervasiva e sono ormai numerose le aziende che ricorrono a questa pratica con diversi intenti: valorizzare i talenti, accompagnare le persone verso percorsi di crescita professionale o ancora risolvere criticità nella gestione del proprio ruolo. Gli studi che hanno analizzato l’efficacia del coaching sono invece ancora pochi, lasciando aperta la discussione circa le leve sulle quali le organizzazioni si appoggiano per investire in questi percorsi e le metriche da utilizzare per accertarsi che il percorso scelto raggiunga effettivamente i risultati attesi.
Una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università Sapienza di Roma coordinati dalla Professoressa Laura Borgogni, Ordinario di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, in collaborazione con AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti) ha raccolto le risposte di circa 200 soggetti (“coachees”) provenienti da 14 diverse regioni italiane proprio per misurare l’impatto del coaching sullo sviluppo di alcune caratteristiche psicologiche riconosciute oggi come essenziali per il successo lavorativo e per il benessere personale.
Caratteristiche - come le capacità agentiche (le doti di anticipazione, autoregolazione, autoriflessione e apprendimento osservazionale), l’autoconsapevolezza, la resilienza (intesa come propensione ad uscire rafforzati da difficoltà dalle quali si può capitalizzare valore) e la flessibilità - che sono state misurate prima e dopo l’attività di coaching con l’obiettivo di verificare l’efficacia del programma nel processo di sviluppo di tali capacità.
Partiamo con la definizione di che cosa sono le capacità agentiche e con la descrizione dello scenario in cui sono chiamate oggi ad operare le organizzazioni. Le prime rappresentano, in estrema sintesi, i processi di base da cui dipende la possibilità di un individuo di agire intenzionalmente su se stesso e sul proprio ambiente e, di conseguenza, di sviluppare e mettere in atto le proprie potenzialità realizzative.

