I tre motivi (e mezzo) per cui le Borse rimbalzano senza notizie
Delle cinque grandi incognite dei mercati, su almeno tre crescono le speranze. Ecco quali. E perché si tratta di scommesse (per ora) al buio
di Morya Longo
3' min read
I punti chiave
3' min read
Sono giorni di attesa. Di stressante attesa. Su tutti i fronti: su quello italiano (il Governo Draghi sopravviverà alla crisi?), su quello della politica monetaria (cosa faranno Fed e Bce?), su quello energetico (il 21 luglio Gazprom riaprirà i rubinetti del gasdotto Nord Stream?) e su quello aziendale (come andrà la stagione delle trimestrali?). Dato che lunedì gli umori del mercato su almeno tre di questi cinque interrogativi si sono leggermente spostati verso l’ottimismo, le Borse hanno recuperato ancora terreno dopo il rimbalzo di venerdì. Milano ha recuperato un altro 1,13%, Parigi lo 0,93%, Francoforte lo 0,74% e i listini statunitensi sono rimasti in positivo. Anche l’euro ha ripreso quota, tornando a 1,02 sul dollaro.
Ma è tutto legato agli umori, alle attese. Alle sensazioni. A calcoli senza l’oste. Saranno gli appuntamenti clou, nei prossimi giorni, a dettare la linea ai mercati. Vediamoli.
L’incognita italiana
L’interrogativo sul Governo Draghi si scioglierà, come noto, mercoledì. A sostenere i mercati, lunedì e anche nei giorni scorsi, è stata la sensazione che - per quanto complessa sia la situazione - Draghi abbia più probabilità di restare in sella che di cadere. Il team di Algebris, tra le varie argomentazioni, evidenzia questa: «Le elezioni anticipate sono probabilmente l’opzione meno gradita al Presidente della Repubblica. Nel complesso, vediamo poco interesse per qualsiasi partito ad andare ad elezioni anticipate». Motivazione un po’ diversa, ma stessa conclusione, per Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia: «Crediamo che i mercati stiano scontando una nuova soluzione di Governo con a capo sempre Draghi». Insomma: sul fronte italiano la bilancia propende - secondo i mercati - per la permanenza di Draghi a Palazzo Chigi. Questo li tranquillizza.
La Banca centrale europea e il gas
A livello internazionale l’incognita maggiore riguarda le banche centrali: la Bce si riunisce giovedì 21 e la Fed Usa mercoledì 27. Anche l’attesa per questi due appuntamenti chiave sta sostenendo i mercati: in entrambi i casi si scommette su un atteggiamento più morbido di quanto previsto fino a pochi giorni fa. La Bce giovedì alzerà i tassi di 25 punti base, ma a settembre sul mercato si sconta sempre meno un ulteriore rialzo. Se fino a poco tempo fa era data per sicura un’altra stretta da 25 punti base, ora tanti la mettono in dubbio. A partire da BlackRock.
La possibile crisi del gas e la possibile turbolenza sui debiti sovrani potrebbe infatti suggerire alla Bce maggiore cautela. Per una strana coincidenza, sempre giovedì 21 (o il giorno dopo) scopriremo se Gazprom riaprirà i rubinetti di Nord Stream 1: se non lo facesse, si avvalorerebbe la tesi di una Bce più lenta ad alzare i tassi.

