Ibsa inaugura nuovo headquarter con un investimento di 17 milioni
Con due stabilimenti produttivi e tre laboratori di R&Sri, la società ha consolidato la propria presenza nel panorama farmaceutico italiano, raggiungendo un fatturato di 355 milioni di euro
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Diciassette milioni di euro e tanta tenacia, per andare avanti oltre la pandemia, oltre la guerra, e oltre le inondazioni che hanno colpito il Lodigiano a più riprese negli ultimi anni. Ci sono voluti impegno e determinazione per arrivare alla giornata di oggi, e cioè all’inaugurazione del nuovo stabilimento Antares di Ibsa, l’azienda elvetica che in Italia ha due stabilimenti produttivi (uno è anch’esso a Lodi, vicino ad Antares, l’altro è a Cassina De’ Pecchi, nel milanese) e tre laboratori di ricerca e sviluppo (il terzo è a Roma), e che continua a crescere grazie alle innovazioni che le hanno fatto guadagnare un posto di rilevo nel panorama farmaceutico nazionale e non solo. Nel 2024, il fatturato del ramo italiano è stato di 335 milioni di euro, e i dipendenti sono ormai circa 630.
L’headquarter di Lodi, che arriva nel quarantesimo anno di età, i cui lavori sono iniziati nel 2022, si estende su oltre 12.200 metri quadrati, riunendo 12 reparti produttivi, ed è il frutto della radicale ristrutturazione della sede precedente, non più adeguata. Ma è anche qualcosa di più. Come ha spiegato alla presentazione Federico Mautone, Ceo di Ibsa Italy, l’hub, nella sede dirigenziale, ha infatti una parte dedicata esclusivamente alla formazione, chiamata Training Center of Excellence (Trace), nella quale si terranno iniziative rivolte sia all’aggiornamento del personale interno, sia agli scambi culturali con soggetti che vanno dai medici e i professionisti sanitari alle associazioni di pazienti. Inizialmente, gli ambiti saranno soprattutto quello osteoarticolare, quello uro-ginecologico e quello estetico, che rappresentano i settori nei quali l’azienda è più forte, ma poiché i settori nei quali essa opera sono una decina, lo stesso approccio sarà presto esteso.
Nella parte produttiva della sede di Lodi si realizza, oltre ad altri prodotti come alcuni iniettabili, uno dei brevetti di punta di Ibsa, ovvero Nahyco® Hybrid, una specifica formulazione di acido ialuronico ultra-puro, mentre a Cassina De’ Pecchi si produce l’altro materiale che sta regalando grandi soddisfazioni all’azienda: FilmTec®.
Come ha ricordato Giuseppe Celiberti, general manager Ibsa Italy, quest’ultimo è una pellicola orosolubile, che si scioglie sulla lingua in poche decine di secondi (al massimo un minuto) e che sta cambiando le modalità di assunzione, per esempio, di alcune vitamine come la D3. La sua messa a punto ha richiesto anni di ricerca e sviluppo, e collaborazioni anche con alcuni atenei, perché la pellicola deve supportare farmaci diversi che, quindi, hanno caratteristiche chimico-fisiche quali la solubilità, la granulosità e così via differenti. Il risultato, però, è una formulazione innovativa che può fare la differenza tra una compliance buona o ottima (cioè il fatto che una persona assuma effettivamente quanto gli è stato prescritto, perché non trova difficile o sgradevole farlo) e una insoddisfacente. E che spiega lo slogan dell’azienda, e cioè Fare farmaci nella forma migliore, ossia trovare le formulazioni migliori, per prodotti messi a punto sia internamente che da altri.
Come ha sottolineato il fondatore di Ibsa, che quarant’anni fa ha rilevato l’azienda con l’idea di rilanciarla (Institut Biochimique SA), Arturo Licenziati, i quattro pilastri che riassumono la filosofia di Ibsa sono: Persona, Innovazione, Qualità e Sostenibilità, dedicati sia ai clienti finali sia a chi lavora nelle 20 sedi di Europa, Cina e Stati Uniti (sono più di 2.300 persone), e resi evidenti dalla costruzione di Antares.

