L’analisi Afme-Finbourne

Il BTp sbaraglia la concorrenza: è lui il re degli scambi fra i Bond sovrani Ue

Lo scorso anno l’8,5% dei volumi complessivi (516 miliardi) sui mercati europei hanno riguardato i bond sovrani italiani: superati anche i Bund tedeschi. Ma nel 2022 nero per l’obbligazionario il tema liquidità torna sotto osservazione.

di Maximilian Cellino

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È il BTp il re degli scambi fra i titoli di Stato dell’Eurozona. A incoronarlo è l’analisi condotta da Afme (Association for Financial Markets in Europe, che rappresenta a livello continentale gli operatori sui mercati all’ingrosso) e dalla società di ricerca Finbourne sui dati relativi al trading che ha avuto per oggetto i bond sovrani e che è stato effettuato all’interno dei listini regolamentati del Vecchio Continente. Fra marzo e dicembre del 2021, si legge tra le righe di MiFIR 2021 Sovereign Bond Trade Data Analysis and Risk Offset Impact Quantification, i titoli del Tesoro hanno sbaragliato la concorrenza degli altri Paesi europei, originando volumi per 516 miliardi di euro.

La classifica europea

L’ammontare diretto verso i titoli italiani è pari all’8,5% degli scambi complessivi riguardanti il debito emesso da tutti gli enti pubblici e sovranazionali del mondo: oltre 8,4 miliardi di euro, per un numero record di quasi 1,8 milioni di transazioni su oltre 8.200 obbligazioni distinte (il 92% delle quali verso bond sovrani). Gli scambi sui BTp oltrepassano quelli relativi ai Bund tedeschi (498 miliardi, pari all’8,2%), agli OaT francesi (364 miliardi, 6%) e ai bonos spagnoli (219 miliardi, 3,6%). Su scala globale si mantentgono invece un gradino al di sotto dei soli Treasury statunitensi e Gilt britannici, che restano i più scambiati anche all’interno dell’Europa con quote rispettivamente del 38,9% e 13,4 per cento.

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IL CONFRONTO

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Non è però un fenomeno che coglie di sorpresa, come ammette Victoria Webster, Director of Fixed Income di Afme, ricordando «l’ammontare elevato del debito pubblico italiano in essere e la strategia sviluppata dal Tesoro per gli investitori retail». Le inevitabili tensioni che circondano gli asset targati Italia contribuiscono a mantenerli inoltre sempre al centro delle attenzioni, positive o meno, degli investitori. Si può semmai rilevare come l’attività dei trader sui BTp sia in costante aumento in questi ultimi anni e la crescita sia continuata anche nel primo trimestre di questo 2022 così complesso in generale per tutto il mondo delle obbligazioni.

Sotto questo aspetto l’elevato livello di liquidità si può da una parte considerare come appunto indice di crescente nervosismo degli operatori, dall’altra rappresenta tuttavia una garanzia per un funzionamento corretto dello stesso mercato. Astraendo dal singolo caso dei BTp, Afme nota infatti come gli scambi tendano a essere maggiori su emissioni di ammontare elevato (il 50% dei volumi si concentra su titoli di dimensioni superiori a 15 miliardi di euro). La liquidità è inoltre solitamente migliore nei mesi immediatamente successivi al collocamento e in genere si rivela inferiore da una parte per le obbligazioni a scadenza più lontana e dall’altra per quelle non «nominali», cioè a tasso variabile o indicizzate all’inflazione.

Il nodo della liquidità

La distinzione relativa ai dati effettivi del volume medio giornaliero scambiato come indicatore della liquidità del mercato serve ad Afme per riportare alla luce un tema che sta a cuore agli operatori che rappresenta: quello degli interventi dei regolatori per favorire una maggior trasparenza sulle transazioni in modo da rafforzare la liquidità stessa e quindi la solidità dei mercati della Ue, che resta un obiettivo fondamentale dell’Unione dei mercati dei capitali.

Uno dei punti chiave nel processo resta la comunicazione effettiva immediata dei dati relativi alle transazioni da parte degli operatori. Esma ha raccomandato di limitare l’applicazione di eccezioni alle norme generali attraverso differimenti o addirittura esoneri che le singole autorità nazionali concedono sia in relazione ai tempi, sia alle dimensioni degli ordini scambiati, e più in generale di procedere verso un’armonizzazione delle regole su scala continentale.

L’avvertimento di Afme

Afme ribatte da parte sua che almeno per quanto riguarda i titoli sovrani l’informativa in tempo reale nei mercati Ue è di gran lunga superiore a quella relativa ai corporate bond (76% nel numero degli scambi e 36% per quanto riguarda il loro volume, secondo la ricerca effettuata da Finbourne), ma soprattutto chiede che il regime di trasparenza post-negoziazione sia accuratamente calibrato.

«La diffusione al pubblico in tempo quasi reale di un numero significativo di transazioni - sostiene infatti l’associazione - va introdotta progressivamente e con attenzione, misurando l’impatto sulla liquidità del mercato e valutando attentamente i differimenti per tutte le dimensioni delle transazioni». In gioco è il corretto funzionamento stesso dei mercati del reddito fisso, a maggior ragione in un momento delicato in cui i nodi sulla liquidità e sulla stabilità finanziaria in generale iniziano a venire al pettine.

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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