Scenari di stagflazione

Il Bund di nuovo a tasso zero? Possibile se la Russia taglia il gas

L’azzardo di Ubs: in uno scenario di stagflazione Bce più lenta e meno aggressiva. E i rendimenti tedeschi rischiano di tornare sui livelli di marzo (con conseguenze sui BTp)

di Maximilian Cellino

Bce lavora a scudo anti-spread: "Chi dubita sbaglia"

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Sono ormai oltre 60 i centesimi di rendimento che il Bund a 10 anni ha ceduto in meno di un mese, da quando i venti di recessione sono tornati a spirare con forza in Europa. Ora il titolo di Stato tedesco staziona attorno all’1,15%, ma la sua retromarcia potrebbe non essere terminata è c’è perfino chi non esclude un ritorno a zero.

Lo scenario (nefasto) di Ubs

L’ipotesi - che era realtà non più tardi dello scorso marzo, ma appariva addirittura un’eresia da pronunciare da quando l’inflazione ha iniziato a mordere e la Bce a muoversi - è stata rilanciata da Ubs. Sarebbe la possibile conseguenza di uno scenario piuttosto nefasto per la Germania e per l’Europa: un blocco completo delle consegne del gas russo che al momento è tutt’altro che campato per aria.

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Le previsioni su crescita e inflazione

In questo caso, sottolinea la casa di investimenti elvetica, le previsioni attuali sul Pil dell’Eurozona rischierebbero di essere ridotte di ben 3,4 punti percentuali, con una crescita 2023 attesa a -2,2% e il pericolo di dati ancora più negativi. L’inflazione potrebbe a sua volta raggiungere il 12% e spingere la Bce ad aumentare i tassi fino allo 0,25% entro la fine di quest’anno, per mantenerli poi invariati il prossimo.

Il tasso del Bund potrebbe scendere fino a zero entro la fine del 2022, prima di recuperare allo 0,75% nel 2023

Ubs Rohan Khanna

Le conseguenze sui Bund...

«Il mercato dovrebbe internalizzare questo shock esogeno e stagflazionistico attraverso un ciclo rialzista dell’Eurotower più lento e meno profondo», spiega Rohan Khanna, strategist di Ubs, che di conseguenza vede il Bund decennale «scendere fino a zero entro la fine del 2022, prima di recuperare allo 0,75% nel 2023». Al contrario, se il flusso di gas dovesse aumentare in modo sufficiente da consentire alla Germania di soddisfare i requisiti di stoccaggio, i timori sarebbero infondati e i titoli tedeschi andrebbero incontro a nuove svendite e a tassi attorno all’1,5 per cento.

...e i riflessi sui BTp

Spettatore tutt’altro che disinteressato alle gesta del Bund è ovviamente il Tesoro italiano, che mercoledì 13 luglio ha collocato BTp a 3, 7 e 15 anni per complessivi 7 miliardi di euro con tassi rispettivamente dell’1,84%, 2,76% e 3,15% già in discesa di un punto percentuale e oltre rispetto alle precedenti operazioni su scadenze analoghe. Oltre al ridimensionamento dello spread rispetto ai livelli di un mese fa è infatti determinante il valore di base free-risk dei titoli tedeschi. Tornare alle condizioni di finanziamento del 2021 (quando all’emissione i titoli italiani erano costati appena lo 0,1%) è impensabile e magari anche da non augurarsi, ma una via di mezzo rispetto al caro-tassi sperimentato a giugno non sarebbe certo disprezzata.

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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