Il caos Tesla divide anche le case d’affari: valutazioni da 120 a 764 dollari
Le diverse metodologie portano ad analisi e obiettivi di prezzo antitetici. Intanto il titolo torna a volare dopo le rassicurazioni di Elon Musk sul suo ruolo
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I punti chiave
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Elon Musk è sempre più lanciato con la sua SpaceX, che drena miliardi in contratti federali. Ma crede ancora nelle automobili? Il tempo che il tycoon ha dedicato alla politica negli ultimi mesi ha spinto a pensare che gran parte del gran capitombolo di Tesla a Wall Street – valore quasi dimezzato in tre mesi - fosse imputabile alla sua assenza. La scorsa settimana, durante una diretta streaming, Musk ha cercato di tranquillizzare i dipendenti. «Non è l’Armageddon, tenetevi le vostre azioni». Ma soprattutto: «Sono qui per dirvi che il futuro è incredibilmente luminoso ed entusiasmante. Faremo cose che nessuno ha mai nemmeno sognato».
Automobili? No. Robot. Durante la diretta il ceo di Tesla ha ricordato l’avvio della produzione di migliaia di robot umanoidi Optimus. Il tycoon ha definito Optimus nientemeno che «il prodotto più importante di sempre» per il gruppo, con un impatto atteso sulle vendite «10 volte superiore rispetto a qualsiasi prodotto lanciato in passato». Perfino più della mitologica Tesla economica sotto i 30mila dollari (che forse sarà una Model Y più spartana), dei robotaxi e della guida autonoma. Novità invocate per restituire slancio alle vendite, mai così in crisi: in febbraio oltre -44% in Europa con un record del -76% in Germania; -49% in Cina; -70% in Australia. Oltre a una grandinata di permute negli Stati Uniti.
Alla ripresa degli scambi intraday lunedì a Wall Street il titolo, dopo il rimbalzo di venerdì scorso (oltre il 5%), ha proseguito con decisione: oltre +10% in area 280 dollari (il massimo era stato 480 dollari il 17 dicembre). Evidentemente le rassicurazioni di Musk sulla sua presenza in Tesla hanno convinto gli investitori. Una spinta in più è arrivata dal possibile rinvio dei dazi sull’auto da parte degli Stati Uniti, attesi per il 2 aprile.
Per ora, quindi, sembra finire sullo sfondo un altro caso che ha allarmato il mercato meno di una settimana fa. Il Financial Times ha scovato nel bilancio una spesa di 6,3 miliardi per acquisti di proprietà e attrezzature negli ultimi sei mesi del 2024. Il valore lordo degli asset riportato nel documento è aumentato, però, di 4,9 miliardi con 1,4 miliardi non contabilizzati. La società non ha dato spiegazioni. Quali i possibili sviluppi? La Sec (l’autorità di Borsa) potrebbe avviare un’indagine. E in assenza di chiarimenti la fiducia degli investitori potrebbe essere ulteriormente erosa. Esclusi i fan più inossidabili di Musk, che credono nella riscossa e comprano ora che conviene: nelle ultime settimane avrebbero iniettato 8 miliardi di dollari nel titolo, secondo Emma Wu, JPMorgan Chase.
Una forchetta impressionante
Un discreto caos, insomma. E la situazione non migliora se si vanno a guardare le raccomandazioni degli analisti e i relativi obiettivi di prezzo si resta sorpresi. Oltre la metà tra banche d’affari, società di intermediazione finanziaria e broker invita a comprare azioni Tesla. Poco meno dell’altra metà si divide equamente tra hold, tenere, e sell, vendere. La forchetta impressiona anche di più. Ryan Brinkman, di JPMorgan, il 12 marzo ha raccomandato di sottopesare e ha indicato come target price 120 dollari. Agli antipodi Fubon Securities, con Phoebe Wang, il 6 marzo: comprare e con un obiettivo di prezzo di 764 dollari. Nel mezzo ogni possibile sfumatura, con un prezzo medio (a 12 mesi) di 340 dollari.

