Fed, l’enigma Warsh (e l’ombra di Trump)
dal nostro corrispondente Marco Valsania
di Laura La Posta
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Poste Italiane è tra i Leader della sostenibilità 2022 nella classifica assoluta dei 200 pionieri italiani Sole 24 Ore-Statista ed è nella Top 25 del ranking della sostenibilità economica: la terza gamba dell’economia circolare, quella su cui tutto si regge. L’impegno ambientale e quello sociale sono fondamentali, infatti, per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e dall’aggravarsi delle diseguaguaglianze nell’era pandemica, ma se le organizzazioni non stanno in piedi anche a livello finanziario “fare impresa” diventa impossibile. Ecco quindi che la dimensione economica della sostenibilità, pur sembrando la meno nobile, è in realtà la condizione di base per seguire i criteri Esg (Environmental, social, governance).
Lo sa bene Poste Italiane, che proprio in occasione della celebrazione dei suoi 160 anni, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha rivendicato il suo doppio successo: riuscire a essere un protagonista economico che produce risultati e al tempo stesso avere una funzione sociale per il sistema Paese. Questo l’orgoglio condiviso da Matteo Del Fante, amministratore delegato del gruppo, durante l’evento di lancio delle celebrazioni dell’anniversario.
Il doppio successo, economico-finanziario e sociale, emerge dalla rendicontazione pubblica del colosso della logistica, della finanza, delle assicurazioni, dei servizi postali e di pagamento: non due report distinti, quello civilistico e quello di sostenibilità, ma un unico bilancio integrato, frutto di un «integrated thinking che vede la coesistenza di valutazioni finanziarie e di impatti di sostenibilità nelle decisioni aziendali», scrive l’azienda.
Eccoli i numeri della sostenibilità economica del gruppo presieduto da Maria Bianca Farina: il 2021 si è chiuso con ricavi in crescita del 6,6% su base annua, a quota 11,2 miliardi di euro, con un utile netto record in aumento del 31% (a 1,6 miliardi) e con una nuova politica di dividendi rivista al rialzo (+21% sul 2021). Ma soprattutto,la società partecipata da Cassa Depositi e prestiti (35% del capitale) e dal ministero dell'Economia e delle finanze (al 29,26%), si vanta di aver contribuito alla crescita economica italiana con un impatto cumulato positivo sul Pil per oltre 49 miliardi dal 2018 al 2021. Solo nel 2020, il gruppo ha generato 2 miliardi di gettito fiscale e occupazione lungo tutta la filiera per 191mila lavoratori (cui sono stati garantiti 7,4 miliardi di reddito complessivo). Risultati record confermati anche nel primo trimestre 2022.
Durante la pandemia da Covid-19, poi, Poste Italiane ha sostenuto le comunità attraverso la sua piattaforma informatica per la prenotazione dei vaccini e mediante la loro distribuzione sul territorio: ha consegnato circa 30 milioni di dosi ed elaborato 40 milioni di prenotazioni attraverso il sistema di prenotazione multicanale utilizzato in otto regioni, raggiungendo un terzo degli italiani. Il suo ruolo di protagonista della sostenibilità sociale è stato svolto quindi a 360 gradi. Di rilievo l’accelerazione sulle politiche di diversity e parità di genere, l’erogazione di 24 milioni di ore di formazione ai dipendenti dal 2017 (oltre 6 milioni nel 2021) e di un programma di educazione finanziaria e digitale in oltre tremila scuole. Promesse anche 15mila nuove assunzioni.