Il nuovo BTp a 20 anni raccoglie 7 miliardi con un tasso al 4,529%
In un contesto di mercato profondamente cambiato sono numeri buoni, che testimoniano di una domanda rimasta solida sulle lunghe scadenze
di Gianni Trovati
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I punti chiave
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Il nuovo BTp a 20 anni lanciato dal Tesoro raccoglie 7 miliardi di euro, al prezzo di 99,606 che corrisponde a un rendimento lordo annuo all’emissione del 4,529 per cento. Sono numeri buoni, che testimoniano di una domanda rimasta solida sulle lunghe scadenze del debito italiano. Per capirne il valore è necessario ovviamente far riferimento a un contesto di mercato profondamente cambiato, in cui le prospettive rialziste della Bce e soprattutto lo scenario della riduzione progressiva dei titoli di Stato nel portafoglio dell’Eurosistema modificano il rapporto fra rischi e rendimenti e aumentano la selettività degli operatori con l’esigenza di coprirsi il più possibile dalle incognite di una volatilità strutturalmente aumentata rispetto alla lunga calma piatta dell’epoca dei tassi a zero.
Un quadro di mercato tranquillo
Tutto questo non ha però provocato scossoni intorno al ventennale italiano. Che infatti ieri è stato accompagnato da un quadro di mercato tranquillo, con i rendimenti su quella scadenza del tutto in linea con quelli registrati ieri e lo spread rispetto al decennale tedesco in calo deciso a 191 punti (il rendimento del BTp a 10 anni ha chiuso a 4,21 per cento).
Ma la prospettiva non è l’allentamento
Anche con i venti che soffiano intorno a Francoforte e non solo, quindi, il collocamento di ieri (mediante sindacato costituito dai cinque lead manager Barclays, Bnp Paribas, Citibank, Goldman Sachs e Intesa Sanpaolo e dagli altri specialisti in titoli di Stato italiani come co-lead manager) può proseguire la costante opera del Tesoro nell’allungamento della vita media dei titoli di Stato italiano. Un lavoro che prosegue anche ora proprio perché le prospettive non puntano certo a un allentamento della politica monetaria.
A fine 2022, come riportano le Linee guida sulla gestione del debito pubblico diffuse a fine anno da Via XX Settembre, la vita media dello stock di debito italiano si attestava a 7,04 anni, dato che si allunga a 7,31 anni se si considerano nel calcolo anche i titoli collegati al Next Generation Eu. L’argine del lungo termine serve ad ammorbidire nel tempo l’impatto del rialzo dei tassi su uno stock di debito che comunque ha visto moltiplicarsi le prospettive di costo negli ultimi mesi.
Un programma da 320 miliardi di emissioni
E l’obiettivo dell’allungamento della vita media del debito resta al centro anche dell’agenda di quest’anno, che vede in programma 310-320 miliardi di emissioni a medio e lungo termine anche per una gobba di titoli che arrivano a scadenza nei prossimi mesi. Nel 2022 sulle durate dai 15 anni in su il Tesoro ha collocato in tutto 31 miliardi, un dato sostanzialmente in linea con i 33 miliardi raccolti dagli stessi strumenti nel 2021. Per il 2023 le prospettive puntano più in alto, nonostante il calendario non proponga titoli fra 20 e 50 anni in scadenza in questi 12 mesi.


