Imparare ad ascoltare, questa è la via per diventare leader migliori
I “great listener” fanno rimbalzare le idee, amplificano sentimenti e contenuti, danno energia e aiutano a chiarire il pensiero dell’interlocutore
di Eva Campi *
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Lo sapevate che la valutazione delle persone sulla propria capacità di ascolto è molto simile alla loro auto-percezione in merito all’abilità di guida? La maggior parte degli adulti pensa, infatti, di essere al di sopra della media in entrambi gli ambiti. Sarete concordi nell’affermare, invece, che la situazione sia, ahimè, alquanto diversa e parlo della capacità di ascolto! Sarà senza dubbio una mia deformazione professionale, ma nelle situazioni lavorative più svariate (e non!) assistiamo ogni giorno ad innumerevoli e ripetuti incidenti relazionali, emotivi, decisionali causati da un basso ascolto.
Forse sarà da imputare al fatto che la maggior parte delle persone ritiene che un buon ascoltatore debba fare tre cose:
1. Non parlare quando parlano gli altri
2. Far sapere agli altri che stai ascoltando attraverso le espressioni facciali e i suoni verbali di assenso (”Mmm-hmm”)
3.Riuscire a ripetere quello che gli altri hanno detto, più o meno parola per parola.
In effetti, molti training sull’ascolto attivo suggeriscono di agire esattamente questi tre comportamenti: incoraggiare gli ascoltatori a rimanere in silenzio, annuire e mugugnare un “mm-hmm”, e poi ripetere all’oratore qualcosa come: “Quindi, fammi essere sicuro di capire. Quello che stai dicendo è...”.
Ma siamo certi che i “great listener” facciano solo questo? Jack Zenger e Joseph Folkman - esperti consulenti sulle tematiche della leadership - hanno analizzato attentamente 3.492 partecipanti ad un programma di sviluppo progettato per aiutare i manager a sviluppare le soft skills e che prevedeva una valutazione a 360° delle capacità di coaching. Una volta identificati i top performer (il 5% con il punteggio più alto della distribuzione) gli autori della ricerca hanno messo in evidenza 4 direzioni principali che caratterizzano il buon ascolto:
1. Un buon ascolto è molto più che stare in silenzio mentre l’altra persona parla. Al contrario, le persone percepiscono che i “great listener” siano quelli che periodicamente pongono domande che promuovono la scoperta e l’intuizione. Queste domande sfidano gentilmente la riflessione e l’introspezione mettendo in discussione anche radicati presupposti, ma in modo costruttivo. Un buon ascolto quindi si basa sul dialogo ed è interattivo.


