Via libera del Cdm a Def e scostamento da 40 miliardi per finanziare «Sostegni bis». Il deficit sfiora il 12% del Pil, debito al 160%
La crescita per il 2021 è prevista al 4,5% con il Pil tendenziale al 4,1%. Il disavanzo, che considera anche l'ultima richiesta di scostamento di bilancio da 40 miliardi, sale al 11,8% del Pil. Il decreto per le imprese dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri l'ultima settimana di aprile
di Andrea Carli
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I punti chiave
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Una doppia giocata dal governo Draghi sul tavolo della ripartenza. Il Consiglio dei ministri che si è svolto nel primo pomeriggio a Palazzo Chigi ha messo sul piatto una nuova richiesta di scostamento al parlamento per 40 miliardi, risorse che saranno utilizzare per finanziare un nuovo decreto anti-crisi, e un deficit a doppia cifra (11,8% del Pil) per il 2021, registrato nel Def.
Debito/Pil al 159,8% nel 2021, deficit vola per sostegno economia
Il Documento di economia e finanza delinea il quadro di finanza pubblica che prevede il governo. Stando alle indicazioni fornire da una nota di Palazzo Chigi, nel 2021 la crescita del Pil programmatico arriverà al 4,5%. Nel 2022 il Pil crescerà del 4,8%, per poi crescere del 2,6% nel 2023 e dell'1,8% nel 2024 – tassi di incremento mai sperimentati nell'ultimo decennio. Il rapporto deficit/Pil è stimato all'11,8% nel 2021, un livello molto elevato dovuto alle misure di sostegno all'economia e alla caduta del prodotto interno lordo. Il rapporto deficit/Pil scenderà al 5,9% nel 2022, al 4,3% nel 2023 e al 3,4% nel 2024. A partire dal 2025, il rapporto deficit/Pil tornerà a scendere sotto il 3%.Il rapporto debito/Pil è stimato al 159,8% nel 2021, per poi diminuire al 156,3% nel 2022, al 155% nel 2023 e al 152,7% nel 2024. Col nuovo scostamento di bilancio il debito pubblico italiano scala nuove vette, segnando il record da oltre 100 anni. Il rapporto tra debito pubblico e Pil stimato al 159,8% quest'anno, supera anche quello del primo dopo-guerra che si attestò al 159,5 per cento.
Def, bozza: politica bilancio espansiva fino a 2022, nel 2023 «neutrale»
La bozza del Def pone l’accento su un passaggio: «il governo ritiene opportuno che, se le ipotesi epidemiche e sulle condizioni di contesto internazionale dello scenario di base resteranno valide, l'impostazione della politica di bilancio seguita dal nostro paese debba rimanere espansiva nel 2022, per poi muovere verso la neutralità nel 2023». Dal 2024 in poi dovrà «intraprendere un graduale cammino di consolidamento fiscale e persistente riduzione del rapporto debito/pil».
Priorità prossimo decreto imprese più colpite e credito
Il budget da 40 miliardi di extra-deficit andrà a finanziare un nuovo decreto Sostegni, che questa volta sarà intitolato alle imprese. «Il nuovo provvedimento - si legge nella bozza del Def - avrà come destinatario principale i lavoratori autonomi e le imprese, e concentrerà le risorse sul rafforzamento delle aziende più impattate dalle chiusure, la disponibilità di credito e la patrimonializzazione. Si darà la priorità alla celerità degli interventi, pur salvaguardandone equità ed efficacia». Dei 40 miliardi, la metà andranno ad aziende e partite Iva. «I sostegni a partite Iva e imprese impattate dalla crisi - sottolinea la bozza del Documento di economia e finanza - rappresentano più della metà degli impegni previsti nel 2021. Saranno inoltre adottate misure per aiutare le imprese a coprire parte dei costi fissi, sia con sgravi di imposta che con la copertura della quota fissa delle bollette e di parte dei canoni di locazione tramite credito d'imposta».
Moratorie e garanzie Pmi prorogate a fine anno
Per le Pmi sarà prorogata «dal 30 giugno a fine anno» la scadenza del regime di garanzia, e sarà estesa anche la moratoria sui crediti. «Saranno inoltre reintrodotti rinvii ed esenzioni di imposta già attuati nel 2020» e «innalzato il limite delle compensazioni».

