Congresso Fnopi

Infermieri problema d’Italia, possibile il rientro di 30mila professionisti dall’estero

Mangiacavalli: garantire percorsi di carriera molto chiari, una remunerazione crescente, un welfare aziendale dedicato. Messaggio di Mattarella

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Sono 24 milioni le persone con una patologia cronica e 4 milioni quelle con disabilità. Secondo i demografi nel 2040, tra pochi anni, accadrà qualcosa che non ha precedenti nella storia: gli over 50 saranno più degli under 50 e nel 2050 un italiano su tre avrà più di 65 anni. Un mix micidiale per la società che avrà un bisogno crescente di assistenza e cure. Per Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni infermieristiche (Fnopi), dunque, “il problema della carenza degli infermieri è un problema di tutta l’Italia e non di una singola categoria”.

Il messaggio inviato dal presidente Mattarella

L’occasione per ribadire che “la valorizzazione dei professionisti infermieri è una condizione necessaria per lo sviluppo del sistema socio-sanitario nel suo complesso” è il Congresso della Fnopi in corso a Rimini al quale ha inviato un messaggio anche il presidente della Repubblica auspicando “un coinvolgimento pieno e un protagonismo che metta al centro i saperi e la dedizione delle professionalità sanitarie”. “Al fondo di tutto - ha scritto Sergio Mattarella - c’è la dimensione umana dei servizi di cura e di assistenza che, mentre non può fare a meno di risorse adeguate, si esprime nel servizio alle persone, alle famiglie, alle comunità”.

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Mattarella ha sottolineato anche il senso di sacrificio offerto in questi anni dal personale sanitario esprimendo “la riconoscenza della Repubblica per il contributo delle professioni infermieristiche alla salute degli italiani in occasione della drammatica pandemia che ha colpito il mondo” e ribadendo “il valore di ogni azione diretta a contrastare gli inaccettabili episodi di aggressione e vandalismo avvenuti nei confronti degli operatori”.

Il Governo ha accolto le proposte degli infermieri

Mangiacavalli ha dato atto all’attuale governo e alle commissioni parlamentari “di non aver mai sottovalutato la questione infermieristica”. “Le proposte avanzate dalla nostra Federazione - ha detto - sono sempre state oggetto di riflessione e approfondimento. In molti casi hanno trovato accoglimento”. Su tutte Mangiacavalli ha citato le misure sulla libera professione per gli infermieri del servizio pubblico, le indennità per i colleghi dell’emergenza urgenza, la detassazione degli straordinari, l’equo compenso ma anche l’arresto in flagranza differita per arginare l’inaccettabile fenomeno delle aggressioni ai sanitari, nonché l’avvio delle lauree magistrali specialistiche, condizione necessaria per quella che un domani sarà la prescrizione infermieristica di ausili e presìdi, come avviene nella maggior parte dei Paesi avanzati.

Le condizioni per il rientro degli infermieri formati in Italia

E con una professione più attrattriva e moderna, secondo Mangiacavalli, è possibile far rientrare in Italia 30mila infermieri attualmente impegnati all’estero. “E’ la nostra volontà - ha sottolineato - più volte condivisa con il ministro Schillaci”. Ma l’obiettivo potrà essere raggiunto solo “configurando una professione stratificata, con percorsi di crescita e carriera molto chiari, con prospettive di remunerazione progressivamente crescente, con un welfare aziendale dedicato, dal momento che si tratta di una professione prevalentemente femminile, organizzata su turni, che non conosce sabati, domeniche e feste comandate”.

Schillaci: abbiamo puntato sul personale sanitario

“La carenza di personale infermieristico rappresenta certamente la principale criticità da risolvere – ha ribadito anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci -. Non ci sono soluzioni facili e immediate a tante criticità che in parte abbiamo ereditato”. Schillaci ha ricordato che in un contesto di risorse limitate “è stato necessario fare delle scelte: noi abbiamo scelto di puntare sul personale sanitario e di dare grande attenzione proprio agli infermieri”. Ma il cambiamento va portato avanti “perché siamo consapevoli che per rendere una professione attrattiva - ha concluso - bisogna dare ai più giovani una prospettiva, garantire loro la possibilità di un avanzamento di carriera. Questa è una leva motivazionale fondamentale”.

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