Le linee guida

Interessi, vantaggi, tempi: come valutare le scelte di BTp in portafoglio

Tra i benefici, l’uscita dopo quattro anni con la garanzia di riprendere il capitale

Interessi, vantaggi, tempi: come valutare le scelte di BTp in portafoglio (Adobe stock)

2' min read

2' min read

Il BTp Più collocato a partire da oggi e fino a venerdì dal Tesoro italiano piace ai professionisti degli investimenti, che lo considerano una buona opportunità per i risparmiatori.

I vantaggi

Il vantaggio principale del Btp Più è la possibilità dell’uscita anticipata dopo quattro anni con la garanzia di riavere il capitale iniziale, maggiorato dagli interessi al 2,8% annuo, contro il 2,6% dei BTp a quattro anni adesso sul mercato.

Loading...

Per chi lo detiene fino alla scadenza del 2033, invece, il tasso di interesse sale al 3,6% nella seconda metà di vita del titolo. In media, dunque, il BTp Più rende il 3,2% annuo, un tasso che è lievemente sotto quanto pagano i BTp tradizionali a otto anni. «Il BTp Più mi piace – afferma il consulente autonomo Andrea Zanella – perché ha il rendimento di un titolo di Stato italiano a otto anni, che paga più degli altri titoli di Stato europei, ma con un salvagente per uscire dall’investimento dopo quattro anni».

Per capire se dopo la scadenza intermedia sarà vantaggioso uscire o tenere il titolo bisognerà osservare i tassi offerti in quel momento dai BTp tradizionali a quattro anni, cioè di durata pari alla durata residua del Btp Più. Se le cedole del BTp Più saranno inferiori al rendimento dei normali BTp converrà esercitare l’opzione di rimborso anticipato, e viceversa.

Occhio a uscire prima

Viceversa, chi pensa di uscire prima dei quattro anni potrebbe vendere a un prezzo a sconto, perché chi compra non gode del beneficio dell’uscita anticipata.

Valutazione relativa

Naturalmente, i risparmiatori devono valutare l’opportunità di sottoscrivere il BTp Più rispetto alla strategia di portafoglio complessiva messa in atto. «Al di là dell’appetibilità del titolo – spiega Mario Allegra, responsabile degli investimenti di Alfa Scf – l’investitore dovrebbe verificare se ha bisogno di sottoscrivere un BTp con queste caratteristiche temporali, in particolare rispetto alla possibilità di uscire in anticipo. Poi c’è una convenienza relativa rispetto agli altri BTp di pari durata. L’acquisto del BTp Più in collocamento è senza commissioni, ma questo aspetto incide poco sul confronto, perché su un titolo di Stato di otto anni l’impatto degli oneri di compravendita è comunque ridotto».

BTp promossi

Sia Zanella sia Allegra ritengono che in generale i titoli di Stato italiani siano un’opportunità interessante. «I conti pubblici italiani sono migliorati – precisa Allegra – e c’è stabilità politica, a differenza che in Francia o in Germania». Entrambi, poi, dichiarano un’esposizione media ai governativi tricolori dei loro patrimoni in consulenza di circa un quarto del portafoglio, di cui almeno un quinto in BTp legati all’inflazione, per proteggere il patrimonio dal rischio di un rigurgito dei prezzi.

«Il debito italiano – conclude Zanella – occupa una parte preponderante del reddito fisso nei portafogli dei miei clienti, perché ritengo remota la possibilità di una crisi. In ogni caso, per attutire il rischio di eventi negativi, come una crisi di fiducia, suggerisco di suddividere l’esposizione ai titoli di Stato italiani tra il 60% di BTp a lungo termine e il 40% di emissioni a breve termine, che soffrono meno oscillazioni»

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti