Finanza e agricoltura

Investimenti Esg e agroalimentare, gli italiani puntano sul settore vinicolo

Dalla ricerca del Forum per la finanza sostenibile emerge che fra gli italiani positivi sugli investimenti Esg, il 65% è disponibile a investire nell’agroalimentare

di Davide Madeddu

(ANSA)

2' min read

2' min read

Otto italiani su dieci conoscono gli investimenti sostenibili e, di questi, il 65% è disponibile a investire con criteri Esg sull’agroalimentare. È quanto emerge dall’indagine “Risparmiatori italiani, investimenti sostenibili e settore agroalimentare”, realizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Bva Doxa. Dallo studio, in cui sono stati coinvolti 1.400 risparmiatori che hanno investito nell’ultimo anno almeno 1.000 euro, risalta che il 78% degli intervistati conosce o, quantomeno, ha sentito parlare di investimenti sostenibili.

Il settore agroalimentare

Tra gli ambiti del settore agroalimentare considerati maggiormente attrattivi in Italia il 43% dei risparmiatori indica il settore vinicolo e, a seguire, l’ortofrutticolo (33%) e il latteo-caseario (33%).

Loading...

«Dalla ricerca del Forum emerge una diffusa consapevolezza dei risparmiatori italiani circa l’importanza della sostenibilità nel settore agroalimentare - sottolinea Arianna Lovera, research manager del Forum per la Finanza Sostenibile -. Per quanto riguarda per esempio gli aspetti ambientali, la transizione ecologica è un’occasione preziosa per garantire la produttività dei terreni a lungo termine, per migliorare le condizioni di lavoro e per produrre cibi più sani».

La manager poi rimarca che «in questo percorso, gli investitori sostenibili possono dare un contributo fondamentale supportando le imprese agricole in processi innovativi e nel raggiungimento di obiettivi concreti dal punto di vista ambientale, sociale e di buona governance».

L’anno della policrisi

Il 2023 è stato l’anno della cosiddetta “policrisi”, in cui hanno coabitato le conseguenze dell’emergenza sanitaria e della guerra in Ucraina, gli impatti sempre più evidenti della crisi climatica, la carenza delle materie prime e l’aumento dei costi dell’energia, l’inflazione.

Per un risparmiatore su due la principale sfida che il nostro Paese sta affrontando attualmente concerne l’inflazione e il caro vita. Seguono la crisi energetica e i costi dell’energia (per il 34%), il cambiamento climatico (27%), la crisi finanziaria (26%) e la disoccupazione (23%).

Di particolare importanza il dato relativo ai comportamenti finalizzati a limitare gli sprechi alimentari che coinvolge il 93% degli intervistati. Inoltre l’81% acquista prodotti locali o a chilometro zero e il 68% compra prodotti con certificazioni ambientali e provenienti da una filiera etica. Infine, l’80% è disposto a spendere di più per i prodotti biologici.

I prezzi

Buone pratiche che si scontrano ancora, secondo gli intervistati, con i prezzi troppo elevati (72%), seguiti dalla mancanza di informazioni per valutare la sostenibilità di ciò che si compra (32%) e dalla diffidenza verso i marchi (27%).

L’attenzione va poi agli interventi per la salvaguardia ambientale, la riduzione delle sostanze chimiche per arrivare alla limitazione degli allevamenti intensivi sino all’importanza della legalità che si esplicita con la lotta al lavoro nero e al caporalato.


Copyright reserved ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti