Il nuovo sistema di calcolo

Isee, l’esclusione dei titoli di Stato slitta ad aprile: 30 giorni per adeguare le piattaforme

Florence, Italy, January 25th 2025, Low income university and family ISEE. Printed form, paper ISEE presentation.

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Fino a 3 milioni di attestazioni Isee 2025 da ricalcolare, a partire dai primi giorni di aprile. La norma che prevede l’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie entra in vigore mercoledì 5 marzo, come previsto con la pubblicazione del Dpcm attuativo sulla Gazzetta ufficiale del 19 febbraio scorso. Ma serviranno ancora altri 30 giorni per adeguare le procedure e poter applicare effettivamente le nuove modalità di calcolo, che diventeranno operative solo in seguito all’approvazione del nuovo modello di Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e delle relative istruzioni per la compilazione. Lo ha precisato in una nota il ministero del Lavoro.

Il provvedimento autorizza l’esclusione dall’Isee dei titoli di Stato, buoni fruttiferi postali (inclusi quelli trasferiti allo Stato) e libretti di risparmio postale entro un valore di 50mila euro. Per gli interessati l’indicatore è quindi destinato ad abbassarsi, alzando di conseguenza il valore delle prestazioni collegate, come i bonus sociali di gas e luce, il bonus nido ma sopratutto dell’assegno unico.

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La platea degli interessati e le tempistiche

A quantificare l’operazione “Isee senza Btp” è la Consulta nazionale dei Caf: secondo gli intermediari fiscali - in base ai dati caricati finora sui loro portali - circa il 40% delle pratiche elaborate finora contengono titoli di Stato oppure libretti postali o buoni fruttiferi garantiti; e finora sono state già inviate 7,4 milioni di Dichiarazioni sostitutive uniche per richiedere l’Isee, di cui 5,9 milioni tramite i centri di assistenza fiscale (dato Inps aggiornato al 3 marzo 2025). A confermare le tempistiche è lo stesso istituto: il Dpcm attuativo della norma introdotta ancora con la passata legge di Bilancio (articolo 1, commi 183-185, legge 213/2023) concede 30 giorni alle pubbliche amministrazioni per adeguarsi alla nuova disposizione e gli attori in campo hanno intenzione di prenderseli tutti per poter aggiornare le piattaforme.

Per la giornata del 5 marzo è stato convocato un primo tavolo tecnico tra la Consulta dei Caf, il ministero del Lavoro, Inps e l’agenzia delle Entrate per fare il punto sui prossimi step: la nota ministeriale chiarisce che che il nuovo modello tipo della Dsu «sarà disponibile da aprile e, comunque, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Dpcm»; in seguito anche le piattaforme per l’invio del modello precompilato andranno aggiornate; infine le software house che lavorano in cooperazione con Inps e predispongono gli applicativi utilizzati dalle reti dei Caf dovranno adeguarsi.

Nel frattempo, le attestazioni Isee già presentate nell’anno in corso restano valide fino alla naturale scadenza ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate, ferma restando la facoltà di richiedere, a seguito dell’approvazione della nuova modulistica Isee, una nuova attestazione Isee calcolata secondo le modalità.

Gli altri nodi da sciogliere

Non sarà quindi possibile richiedere l’aggiornamento dell’Isee senza titoli di Stato prima di aprile e bisognerà, comunque, aspettare una comunicazione ufficiale da parte dell’Inps con le istruzioni tecniche. Sarà necessario chiarire anche ulteriori aspetti. I Caf chiedono se l’eventuale pratica di aggiornamento dell’Isee sarà a pagamento: dal 1° ottobre 2023 le Dsu successive alla prima inviate dal medesimo nucleo familiare non sono più gratuite (circa 25 euro a pratica in base ai tariffari dei Caf, secondo le indicazioni della Consulta); ma in questo caso per garantire la grauitità dell’eventuale “ricalcolo”, previsto e reso possibile da una legge nazionale attuata in corso d’anno con queste tempistiche, sarebbe necessaria un’ulteriore copertura finanziaria.

Gli operatori dei Caf, infine, attendono indicazioni per capire come dovranno applicare la decurtazione fino a 50mila euro relativa alle voci patrimoniali interessate: non è chiaro se tale soglia si applicherà agli importi complessivamente detenuti da tutti i membri del nucleo familiare oppure detenuti solo a quelli posseduti dal richiedente o da uno - da scegliere - dei componenti interessati. «Sono tutti aspetti che andranno chiariti nelle prossime settimane - afferma Giovanni Angileri, coordinatore della Consulta nazionale dei Caf - anche perché ad aprile i nostri uffici saranno già alle prese con l’inizio della campagna fiscale dei 730 del 2025». Insomma, un periodo già carico di lavoro per gli uffici.

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