Lavoro, a dicembre nuovo record di occupati: oltre 23 milioni
Rispetto al mese precedente, aumentano gli occupati e gli inattivi, mentre diminuiscono i disoccupati
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I punti chiave
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Nuovo record di occupati a dicembre 2023: il numero risulta pari a 23 milioni 754mila ed è in complesso superiore a quello di dicembre 2022 di 456mila unità, come sintesi dell’incremento di 418mila dipendenti permanenti e 42mila autonomi a fronte della diminuzione di 5mila dipendenti a termine. Lo comunica l’Istat diffondendo i dati provvisori. Il tasso di occupazione sale al 61,9%.Su base mensile, il tasso di occupazione e quello di inattività salgono al 61,9% e al 33,2%, rispettivamente, mentre il tasso di disoccupazione scende al 7,2%.
Disoccupazione dicembre cala al 7,2%, minimi da 2008
A dicembre 2023 il tasso di disoccupazione totale scende al 7,2% (-0,2 punti rispetto a novembre), quello giovanile al 20,1% (-0,4 punti). Il tasso totale è al livello più basso da dicembre 2008 (quando era al 6,9%), per i giovani da luglio 2007 (19,4%).
Tasso disoccupazione giovanile scende a 20,1% a dicembre
Il tasso di disoccupazione giovanile scende a dicembre 2023 al 20,1%, con una variazione di -0,4 punti su mese e -2,4 punti su anno. Nel confronto trimestrale il tasso di disoccupazione giovanile scende di 1,2 punti percentuali.
Aumentano gli inattivi
La crescita del numero di inattivi (+0,2%, pari a +19mila unità, tra i 15 e i 64 anni) coinvolge le donne e gli individui di età superiore ai 35 anni; tra gli uomini e i 15-34enni si registra un calo. Il tasso di inattività sale al 33,2% (+0,1 punti). Rispetto a dicembre 2022, calano sia il numero di persone in cerca di lavoro (-8,5%, pari a -171mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,5%, pari a -310mila).
Nel 2023 retribuzioni contrattuali orarie +3,1%
Inoltre l’Istat ha comunicato che a fine dicembre 2023, i 44 contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica riguardano il 47,6% dei dipendenti - circa 5,9 milioni – e corrispondono al 48,1% del monte retributivo totale. Nel quarto trimestre 2023 sono stati recepiti tre contratti (agenzie recapiti espressi, credito e grafiche-editoriali); è scaduto il contratto delle aziende alimentari. I contratti in attesa di rinnovo a fine dicembre sono 29 e coinvolgono circa 6,5 milioni di dipendenti, il 52,4% dei dipendenti. Nel 2023, l’indice delle retribuzioni orarie è cresciuto del 3,1% su anno. L’Istat ha ricordato che a dicembre l’indice delle retribuzioni contrattuali è fortemente influenzato dall’anticipo dell’incremento dell’indennità di vacanza contrattuale (anno competenza 2024) per i dipendenti a tempo indeterminato delle Amministrazioni statali, per cui a gennaio 2024 si registrerà una variazione congiunturale negativa. La decisa decelerazione dell’inflazione nel 2023 ha ridotto la distanza tra dinamica dei prezzi (Ipca) e retribuzioni a circa tre punti percentuali, meno della metà del 2022.
