Società

Istituiamo una Giornata mondiale delle giornate mondiali che hanno senso

Dalla Giornata mondiale dei diritti dell’uomo a quella degli Ufo: il format ideato dall’Onu si è serializzato. E il rischio è morire d’indifferenza

di Francesco Prisco

Abbondano lungo l’arco del calendario Giornate mondiali, giornate internazionali e giornate celebrative varie

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Oggi, 22 marzo, è la Giornata mondiale dell’acqua. Un giorno buono per riflettere su una battaglia sacrosanta: l’accesso all’acqua potabile, purtroppo, ancora non è per tutti nel nostro affollatissimo e assetatissimo mondo. Lo dice l’Onu che la giornata in questione l’ha istituita nel 1992. Ma, se fosse stato ieri (21 marzo), sarebbe stata la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, la Giornata internazionale delle foreste, la Giornata mondiale della sindrome di Down, pure la Giornata mondiale della poesia e la Giornata internazionale del Nowruz, ossia il capodanno persiano che coincide con l’equinozio di Primavera. E se fosse domani (23 marzo), sarebbe la Giornata mondiale della meteorologia.

Mentre dopodomani (24 marzo) coabiteranno la Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime, la Giornata mondiale per la lotta alla tubercolosi e la Giornata nazionale (tutta italiana) per la promozione della lettura. A fronte dei 365 giorni del calendario gregoriano, non c’è ormai data che non sia diventata Giornata di mondiale, internazionale o nazionale di qualcosa, per quanto più o meno nobile possa essere la causa cui l’umanità dovrebbe sensibilizzarsi. Di più: come avrete notato, ci sono date del calendario «lottizzate» contemporaneamente da due, tre o addirittura quattro giornate celebrative.

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Ce n’è davvero per tutti i gusti: dalla Giornata mondiale delle zone umide (2 febbraio) alla Giornata internazionale dei mancini (13 agosto), dove si daranno idealmente la mano (sinistra) Paul McCartney, Jimi Hendrix, Kurt Cobain e Morgan, dalla Giornata mondiale del leopardo delle nevi (23 ottobre) all’International talk like a pirate day (19 settembre), dove sarà opportuno parlare e, meglio ancora, vestirsi come Jack Sparrow.

C’è pure la Giornata mondiale del markhor (24 maggio), la popolarissima «capra falconeri» che vive tra Afghanistan e Turkmenistan. Se siete fan di Star Wars, appuntamento al 4 maggio («May the 4th Be with you») che fa pendant con il 2 luglio, Giornata mondiale degli Ufo. Che ovviamente di tutta questa roba niente sanno. C’è la Giornata mondiale del pane (16 ottobre) ma, se preferite il companatico, qui da noi ci sono pure il Carbonara Day (6 aprile), la Giornata nazionale del ragù alla bolognese (21 ottobre) e la Giornata celebrativa del ragù napoletano (seconda domenica di dicembre). Quando un etto di braciola può fare fa la differenza.

Pare quasi di assistere a un rituale antico quanto Le opere e i giorni - poema in cui Esiodo rendeva edotto l’uomo agricolo del VII secolo a.C. sui giorni del mese in cui è opportuno compiere determinate azioni - o quanto la pratica cristiana del calendario dei santi. Ma il rituale laico in questione, in fondo, è abbastanza recente.

Tutto partì con le migliori intenzioni: la prima Giornata mondiale fu quella dei diritti umani (10 dicembre), istituita dall’Onu per ricordare quel passaggio fondamentale della nostra storia che è stata la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, anno 1948. Una roba serissima, quanto il Giorno della memoria (27 gennaio), arrivato più tardi, soltanto nel 2005.

Ma il fatto è che la Giornata celebrativa, in 75 anni di storia, è diventata a tutti gli effetti un format: soltanto quelle istituite dalle Nazioni Unite sono 218. E, come succede a tutti i format che incontrano il favore del pubblico, il destino della Giornata clebrativa è essere serializzata, replicata e copiata. Perché i format, in fondo, hanno a che fare col marketing.

Così, dopo l’Onu, si sono mossi i soggetti più diversi - dalle istituzioni locali ai consorzi di tutela, passando per le associazioni di fan - e si sono accaparrati questo fortunato format. Il problema però, di fronte a certe logiche, è che il «mercato di settore» diventa presto maturo. Mentre il rischio è che, a forza di essere sensibilizzati su tre o quattro temi al giorno, noialtri moriremo indifferenti. A meno che, nel frattempo, qualcuno non faccia qualcosa per mettere finalmente ordine in questo calendario impazzito. Tipo istituire una Giornata mondiale delle giornate mondiali che hanno veramente senso.

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