Trasporto aereo

Ita, Lufthansa batte un colpo: «Siamo ancora interessati»

Caduta l’esclusiva di Certares tedeschi ancora in campo «se sarà vera privatizzazione». Il Mef pronto a rivoluzionare il cda della compagnia con l’assemblea dell’8 novembre

di Giorgio Pogliotti

Un anno fa il decollo di Ita, ora si attende la vendita

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Sta provocando una scossa nella privatizzazione di Ita Airways la decisione del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, di non prorogare la trattativa in esclusiva in corso con il consorzio guidato da Certares, e di riaprire la partita con gli altri competitor, Msc-Lufthansa e Indigo Partner.

Lufthansa fa sapere di «rimanere interessata al mercato italiano», e tramite il portavoce spiega che «monitoriamo l’ulteriore processo di vendita di Ita e rimaniamo interessati a una vera privatizzazione della compagnia aerea».

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Del resto a metà ottobre l’ad Carsten Spohr - riferendosi al precedente governo-, aveva sottolineato che «ha deciso di non procedere con una piena privatizzazione» e questa per Lufthansa «non è la soluzione», ma aveva anche aggiunto «se c’è un cambio di opinione in Italia sono disponibile a volare laggiù ogni giorno, ma deve essere una piena privatizzazione come inizialmente considerato».

L’offerta presentata da Msc e Lufthansa era per l’acquisto dell’80% della compagnia aerea, ma il governo Draghi lo scorso 31 agosto preferì la proposta di Certares che lascia al Mef il 49,99%, oltre alla nomina del presidente e il diritto di veto su alcune materie strategiche. Insomma i tedeschi sono interessati a investire in Ita, ma non a una privatizzazione “annacquata” dove praticamente tutte le leve del comando restano in mano al pubblico.

Air France «prende atto»

Dopo la decisione del Mef un segnale arriva anche da Air France-Klm, il partner commerciale del Fondo Usa - che finora ha avuto un ruolo più defilato nel negoziato-, fa sapere che «prende atto» della fine del periodo di esclusiva e «sta riesaminando le sue opzioni riguardo al mercato aereo italiano, mentre aspetta ulteriori informazioni dallo Stato italiano».

Il partner industriale

Come è noto il punto debole dell’offerta presentata dal consorzio guidato da Certares per l’acquisto del 50% più un’azione di Ita Airways è rappresentato dalla mancanza di un partner industriale che abbia competenze specifiche nel settore aereo; i francesi finora hanno mostrato interesse ad entrare nell’equity della portoghese Tap, ma non in quello di Ita, accontentandosi di partecipare solo come alleato commerciale.

Delta Airlines ha fatto intendere che nel medio periodo potrebbe entrare nel capitale, pur con i limiti di un vettore extracomunitario, ma non è ancora chiaro per quali sinergie: si è parlato di manutenzione, e rifornimenti del carburante a prezzi scontati ma limitati ad alcuni scali Usa riforniti dalla propria raffineria (non per l’hedging del carburante per calmierare i costi del fuel, la principale voce di costo per la compagnia aerea). In questo contesto, in Air France-Klm si apre la riflessione sul ruolo da giocare nel consorzio, se fare quel salto e candidarsi a partner industriale, investendo nell’equity di Ita per dare una chance alla proposta di Certares nella trattativa con il Tesoro.

Il nodo governance

L’attenzione adesso è puntata sull’assemblea di Ita dell’8 novembre: con un’integrazione all’ordine del giorno è previsto l’esame della posizione del presidente Altavilla, dopo il trasferimento delle sue deleghe operative all’ad, Fabio Lazzerini, votato dal Cda a maggioranza, ora se ne chiede la rimozione. In quella sede verrà convocata anche l’assemblea straordinaria per rideterminare il numero di consiglieri: attualmente ce ne sono 6 espressione del Mef (dimissionari) ed uno indipendente.

L’obiettivo del Mef è quello di ridurre in modo significativo il numero di consiglieri effettivi garantendo l’operatività della compagnia. Infine, ma non meno importante, c’è all’ordine del giorno l’erogazione di 400 milioni, parte dell’1,35 miliardi che hanno ottenuto il via libera dalla commissione Ue per la ricapitalizzazione di Ita (i primi 700 milioni sono già stati erogati). Questa iniezione di risorse è necessaria per garantire l’operatività della compagnia che deve fare i conti con la stagione winter in cui tradizionalmente diminuiscono i ricavi e si brucia la cassa, perché si viaggia di meno.

In cassa al 30 settembre c’erano 200 milioni, una situazione migliore del budget, secondo cui la compagnia senza l’iniezione di 400 milioni avrebbe dovuto avere una cassa negativa per 12 milioni. Le nuove risorse servono anche per l’anticipo di 50 milioni per esercitare le opzioni sugli aerei in arrivo nel 2023 per potenziare la flotta di Ita.

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