Transizione verde

Italgas con Bonollo per il primo impianto di biometano dalla grappa

Produzione complessiva annua di circa 2,5 milioni di metri cubi, corrispondente ai consumi medi di circa 3mila famiglie

di Sara Deganello

Energia, nasce nel padovano il primo impianto di biometano connesso a rete Italgas

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È stato inaugurato nello stabilimento di Distillerie Bonollo Umberto di Conselve (Padova) un impianto di produzione di biometano allacciato direttamente alla rete di distribuzione di Italgas, il primo in Italia a servizio di una distilleria di grappa. A partire dai residui liquidi delle attività di distillazione, verrà prodotta una media giornaliera di 10mila metri cubi di biometano per un complessivo annuo di circa 2,5 milioni di metri cubi, corrispondente ai consumi medi di circa 3mila famiglie.

Economia circolare

L’impianto si inserisce in un percorso di economia circolare che l’azienda produttrice di grappa con sede a Mestrino (Padova) ha iniziato tempo fa, come ha raccontato Elvio Bonollo, responsabile delle relazioni esterne e quarta generazione alla guida dell’impresa: «Già producevamo gas biologico con digestione anaerobica, grazie agli investimenti fatti negli ultimi 10-15 anni. Ora c’è il passo successivo: abbiamo una molecola di metano di una purezza tale da poter essere immessa nella rete. La circolarità per noi è nativa: fa parte della nostra filosofia produttiva. A partire dalla vinaccia, di cui le cantine devono disfarsi e che noi compriamo e usiamo. Dagli anni 60 poi, da quando è stata realizzata la distilleria di Conselve, si utilizza inoltre la buccetta dell’uva essiccata come combustibile, e viene usata anche come integratore nei mangimi animali. Poi c’è l’olio di semi di vinacciolo e la farina legnosa, la biomassa, che resta dopo aver estratto l’olio. Infine, i polifenoli: un mondo che abbiamo aperto negli ultimi dieci anni e che ci permette di ottenere dal seme di vinaccia fresca sostanze antiossidanti. Attraverso l’innovazione valorizziamo i sottoprodotti. Il gas che viene poi immesso in rete è venduto a prezzo di mercato e potenzialmente può essere considerato biometano avanzato destinato all’autotrazione. Arriveremo anche a quella destinazione d’uso».

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Oggi la Bonollo ha 120 dipendenti e una rete commerciale in Italia che impiega altri 120 collaboratori in tutta Italia. Nel 2022 ha registrato un fatturato di 73 milioni di euro, in crescita rispetto ai 65 del 2021. L’investimento per il nuovo impianto è stato pari a 3 milioni di euro.

Digitalizzazione e capillarità della rete

Il progetto della distilleria ha trovato anche un’infrastruttura adatta per la distribuzione: la trasformazione digitale e la capillarità della rete di Italgas sono infatti elementi abilitanti per lo sviluppo dei gas rinnovabili. Il collegamento della Bonollo alla rete di distribuzione è gestito grazie a una tecnologia sviluppata in house dalla stessa Italgas: si tratta dell’applicativo Dana (Digital Advanced Network Automation) che consente di regolare a distanza i flussi nel punto di emissione.

«Stiamo lavorando con la massima alacrità sulla digitalizzazione delle reti gas di nostra competenza e, come previsto dal nostro piano 2018-24, che ha destinato 2 miliardi di euro a questo scopo, entro la fine del 2023 dovremmo essere arrivati al 90% del lavoro sulle reti», ha spiegato l’ad di Italgas Reti Pier Lorenzo Dell’Orco, che ha aggiunto: «Il nostro obiettivo per il 2028 è quello di allacciare 150 nuovi impianti di biogas in Italia. Attualmente le richieste sono di 140, 50 dei quali hanno già passato le fasi di verifica di fattibilità. L’Europa prevede di arrivare a produrre 35 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030 mentre ora è a circa 5. Si tratta di un obiettivo sfidante che l’Italia può vincere pure essendo ad oggi fanalino di coda tra i grandi Paesi. Abbiamo una filiera di competenze industriali di prim’ordine come pure una fiorente industria agroalimentare che può garantire un supporto importante a questa sfida».

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