The new package

Italy prepares new military aid for Kiev: from ammunition to missiles, the hypotheses in the field

The Ministry of Defence denied sending Samp-T to Ukraine

by Rome Editorial Staff

L'incontro tra la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine del vertice dell'Unione europea a Bruxelles, 23 ottobre 2025.

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It's time for pressure on the Kremlin and for new weapons in Kiev, to force an ailing Vladimir Putin to the negotiating table. The new London Summit of the Willing has first of all recorded one fact: no one among Ukraine's allies is going to put the brakes on support for Volodymyr Zelensky. Far from it. For the twenty leaders meeting in London it is clearly time to speed up military supplies again. Ukraine is pressing European leaders for long-range weapons, capable of directly hitting Russian territory. Zelensky is asking for Tomahawks, missiles capable of reaching up to 2,000 kilometres.

Bloomberg's Samp-T indiscretion and Ministry of Defence denial

Le sfumature tra gli alleati, tuttavia, sono ancora una volta presenti. E in questo contesto le mosse dell’Italia non appaiono ancora definite. Secondo Bloomberg la premier Giorgia Meloni starebbe ultimando il 12/o pacchetto di armi per l’Ucraina e sarebbe pronta a inviare i Samp-T. Dopo alcune ore, tuttavia, è arrivata la “categorica” smentita del ministero della Difesa. Con una postilla che però lascia aperto uno spiraglio: «Tutte le forniture militari sono classificate e vengono comunicate esclusivamente nelle competenti sedi istituzionali». È probabile che, da qui a fine anno, i dubbi attorno all’invio di forniture militari italiane a Kiev sia sciolto. Secondo Bloomberg, infatti, è proprio entro la fine del 2025 che il governo dovrebbe dare luce verde agli aiuti. «Le decisioni dimostrano il continuo sostegno di Meloni a Kiev, nonostante i margini di bilancio del

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The content of these measures, the so-called 'Weapons Decrees', is secret. It is possible that missiles that are compatible with Samp-T batteries will enter the 12th package.

The purchase by NATO countries of US weapons to be turned over to Ukraine

Not only that. Rome could join the countries that have already signed up to Purl, the NATO scheme that Donald Trump likes and that envisages European states buying US weapons to send to Kiev.

Weapons supplies

La smentita della Difesa italiana mette un freno a questa ridda di ipotesi ma non può nascondere un aspetto: c’è, nell’alleanza transatlantica, un certo pressing sull’Italia affinché muova risorse così come chiesto da Washington e come ricordato, con toni a dir poco bruschi, da Pete Hegseth, Segretario alla difesa degli Usa, all’ultima ministeriale della Nato a Bruxelles. A Londra, del resto, è di forniture di armi che si è parlato soprattutto. Il primo ministro britannico Keir Starmer, ricevendo Zelensky a Downing Street, ha sottolineato come gli Alleati dovrebbero aumentare le capacità missilistiche a lungo raggio dell’Ucraina. «Consegneremo missili Aster aggiuntivi, nuovi programmi di formazione e nuovi Mirage», ha assicurato Emmanuel Macron, in videocollegamento con la riunione al pari di Meloni. «Centinaia di migliaia di russi stanno morendo per la folle aggressione di Putin. La verità è che Putin sta perdendo soldi, truppe e idee», ha osservato il segretario generale Mark Rutte sp

Dall’annuncio del vertice di Budapest a quello delle nuove sanzioni Usa sul petrolio contro la Russia il salto è stato notevole. Ma il presidente americano ha abituato i suoi alleati europei a giravolte spesso spiazzanti. Serve cogliere l’attimo, proprio mentre Usa e Russia, dopo lo strappo, provano a ristabilire un dialogo. Zelensky, dopo aver sferzato l’Ue al summit dei 27, ha chiamato i Volenterosi a guardare in faccia alla realtà. «Putin vuole un disastro umanitario in Ucraina quest’inverno», ha scandito il leader di Kiev con un richiamo ai recenti raid sulle infrastrutture energetiche. Sul punto di partenza dei negoziati, la linea di contatto attuale, Zelensky non ha fatto passi indietro. Ha però avvertito i suoi Alleati e indirettamente anche Trump su un punto: «Eventuali scambi di territori non devono premiare l’aggressore. Una soluzione funziona se è forte e equa».

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