Analisi

L’epidemia di morbillo negli Usa: tra disinformazione e calo delle vaccinazioni

Gli esperti avvertono che solo un’azione decisiva può fermare il virus altamente contagioso

di Francesca Cerati

3' min read

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L’epidemia di morbillo negli Stati Uniti sta assumendo proporzioni allarmanti, con un aumento significativo dei casi nel 2024 (sono stati segnalati 285 casi e il 40% è stato ricoverato in ospedale) e due recenti decessi in Texas e New Mexico.

Finora, più di 220 casi sono stati segnalati in 12 stati, con il Texas che emerge come epicentro dell’epidemia. La situazione attuale ricorda l’epidemia del 2019 a New York, che ha coinvolto principalmente comunità ebraiche ortodosse con bassi tassi di vaccinazione.

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E anche adesso il virus si è ampiamente diffuso tra le città rurali disseminate di piattaforme petrolifere nel Texas occidentale, con casi concentrati in una comunità mennonita affiatata e poco vaccinata.

Il virus

Il morbillo, un virus altamente contagioso trasmesso per via aerea, può sopravvivere nell’aria fino a due ore e infettare fino a 18 persone non vaccinate per ogni caso confermato.

I sintomi iniziali includono febbre, tosse, naso che cola e lacrimazione, seguiti da una caratteristica eruzione cutanea rossa. Le complicanze possono essere gravi, con circa 1 caso su 20 che sviluppa polmonite e 1 su 1.000 che subisce danni cerebrali o muore.

L’attuale epidemia è attribuibile a un calo dei tassi di vaccinazione, in particolare in alcune aree del Texas occidentale, dove fino al 20% dei bambini non è vaccinato contro il morbillo. Il tasso di vaccinazione tra i bambini dell’asilo è sceso al 92,7% nell’anno scolastico 2023-2024, al di sotto della soglia di sicurezza del 95% necessaria per prevenire focolai diffusi. La pandemia di Covid19 ha ulteriormente aggravato il problema, causando ritardi nelle vaccinazioni e alimentando disinformazione sui vaccini.

Le autorità sanitarie locali e federali stanno rispondendo all’epidemia con l’apertura di siti di test e cliniche vaccinali nelle aree colpite. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Cdc) hanno inviato esperti in Texas per supportare gli sforzi di contenimento. Tuttavia, la diffusione del virus potrebbe continuare per mesi se i tassi di vaccinazione non aumentano rapidamente.

Le dichiarazioni di Kennedy

Un elemento controverso nella gestione dell’epidemia è il ruolo del Segretario alla Salute e ai Servizi Umani, Robert F. Kennedy Jr., noto per le sue posizioni anti-vaccino. Inizialmente Kennedy ha liquidato l’epidemia del Texas come “non insolita”, salvo poi, due giorni dopo, fare marcia indietro dicendo di riconoscere il grave impatto dell’epidemia nel Texas occidentale, ma che «la decisione di vaccinarsi è personale», ha scritto in un editoriale sul sito web di Fox News.

Allo stesso tempo ha promosso la vitamina A come trattamento per il morbillo, una strategia che, sebbene utile nei casi di malnutrizione grave, non rappresenta un’alternativa efficace alla vaccinazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la vitamina A per aiutare a proteggere dalle complicanze del morbillo come polmonite, perdita della vista e morte, in gran parte sulla base di studi in paesi in cui il virus è endemico e la malnutrizione è più comune. Detto questo, non è un sostituto della vaccinazione per prevenire il morbillo. La comunità scientifica e le principali agenzie sanitarie sottolineano che l’unica vera protezione contro il morbillo è la vaccinazione con due dosi del vaccino Mmr, efficace al 97% nel prevenire la malattia.

La strategia

L’esperienza dell’epidemia del 2019 a New York dimostra l’importanza di una risposta immediata e mirata. All’epoca, misure rapide come l’obbligo vaccinale e il coinvolgimento attivo delle comunità colpite hanno permesso di contenere la diffusione del virus. Oggi, il rischio è che l’epidemia si prolunghi e comprometta lo status degli Stati Uniti come paese libero dal morbillo, acquisito nel 2000.

Gli esperti di salute pubblica hanno affermato che le morti sono un tragico promemoria della gravità della malattia: 1 su 5 richiede il ricovero in ospedale e circa 1 o 2 su 1.000 casi provocano la morte, ha riferito il dipartimento della salute del New Mexico.

Per evitare conseguenze più gravi, gli esperti raccomandano una strategia chiara: campagne di sensibilizzazione sui benefici della vaccinazione, accesso facilitato ai vaccini e smentita delle false informazioni che alimentano la diffidenza nei confronti dell’immunizzazione. Solo attraverso un’azione decisa sarà possibile fermare l’epidemia e prevenire ulteriori morti.

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