L’epidemia di morbillo negli Usa: tra disinformazione e calo delle vaccinazioni
Gli esperti avvertono che solo un’azione decisiva può fermare il virus altamente contagioso
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I punti chiave
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L’epidemia di morbillo negli Stati Uniti sta assumendo proporzioni allarmanti, con un aumento significativo dei casi nel 2024 (sono stati segnalati 285 casi e il 40% è stato ricoverato in ospedale) e due recenti decessi in Texas e New Mexico.
Finora, più di 220 casi sono stati segnalati in 12 stati, con il Texas che emerge come epicentro dell’epidemia. La situazione attuale ricorda l’epidemia del 2019 a New York, che ha coinvolto principalmente comunità ebraiche ortodosse con bassi tassi di vaccinazione.
E anche adesso il virus si è ampiamente diffuso tra le città rurali disseminate di piattaforme petrolifere nel Texas occidentale, con casi concentrati in una comunità mennonita affiatata e poco vaccinata.
Il virus
Il morbillo, un virus altamente contagioso trasmesso per via aerea, può sopravvivere nell’aria fino a due ore e infettare fino a 18 persone non vaccinate per ogni caso confermato.
I sintomi iniziali includono febbre, tosse, naso che cola e lacrimazione, seguiti da una caratteristica eruzione cutanea rossa. Le complicanze possono essere gravi, con circa 1 caso su 20 che sviluppa polmonite e 1 su 1.000 che subisce danni cerebrali o muore.



