Fare i conti con l’America di Trump
di Sergio Fabbrini
di Marco Masciaga
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L’India ha firmato un accordo di libero scambio con Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein per ridurre le tariffe su un ampio spettro di prodotti e attirare investimenti diretti dall’estero in una fase in cui la crescita della quinta economia mondiale non è accompagnata da un incremento dell’occupazione.
L’accordo - che giunge a poche settimane dalle elezioni politiche che potrebbero consegnare uno storico terzo mandato al primo ministro indiano Narendra Modi - comprende il commercio di beni e servizi, la promozione degli investimenti e della cooperazione, la proprietà intellettuale, gli appalti pubblici, il commercio e lo sviluppo sostenibile, nonché la risoluzione delle controversie commerciali.
In base al Trade and Economic Partnership Agreement (Tepa) siglato domenica a New Delhi, i quattro Paesi europei non appartenenti alla Ue potranno esportare i loro prodotti industriali senza incorrere nelle barriere tariffarie che storicamente proteggono dalla concorrenza straniera le imprese indiane. Allo stesso modo molti esportatori di New Delhi per la prima volta potranno raggiungere i mercati europei senza pagare dazi e integrandosi meglio nelle supply chain globali.
L’accordo con i quattro Paesi riuniti nella European Free Trade Association, o Efta, giunge mentre i ben più importanti negoziati con Regno Unito e Unione Europea non sono ancora stati portati a termine.
Il trade agreement riguarda oltre il 95% delle esportazioni Efta verso l’India, ma non tocca la voce più importante di tutte: l’oro. In compenso macchinari elettrici, orologi e cibi confezionati presto non saranno più soggetti ai pesanti regimi tariffari di New Delhi. Dall’accordo sono esclusi anche una serie di prodotti agricoli e caseari e il carbone.