Asia e Oceania

L’India apre i suoi mercati ai Paesi dell’Efta in cambio di investimenti

New Delhi punta ad attirare 100 miliardi di dollari di Foreign direct investment da Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein nei prossimi 15 anni

di Marco Masciaga

(AFP)

2' min read

I punti chiave

  • Il trade agreement riguarda oltre il 95% delle esportazioni Efta verso New Delhi
  • L’accordo non riguarda l’export di oro e di alcuni prodotti agricoli
  • Le trattative con Ue e Regno Unito non hanno ancora portato a nulla

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L’India ha firmato un accordo di libero scambio con Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein per ridurre le tariffe su un ampio spettro di prodotti e attirare investimenti diretti dall’estero in una fase in cui la crescita della quinta economia mondiale non è accompagnata da un incremento dell’occupazione.

L’accordo - che giunge a poche settimane dalle elezioni politiche che potrebbero consegnare uno storico terzo mandato al primo ministro indiano Narendra Modi - comprende il commercio di beni e servizi, la promozione degli investimenti e della cooperazione, la proprietà intellettuale, gli appalti pubblici, il commercio e lo sviluppo sostenibile, nonché la risoluzione delle controversie commerciali.

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In base al Trade and Economic Partnership Agreement (Tepa) siglato domenica a New Delhi, i quattro Paesi europei non appartenenti alla Ue potranno esportare i loro prodotti industriali senza incorrere nelle barriere tariffarie che storicamente proteggono dalla concorrenza straniera le imprese indiane. Allo stesso modo molti esportatori di New Delhi per la prima volta potranno raggiungere i mercati europei senza pagare dazi e integrandosi meglio nelle supply chain globali.

L’accordo con i quattro Paesi riuniti nella European Free Trade Association, o Efta, giunge mentre i ben più importanti negoziati con Regno Unito e Unione Europea non sono ancora stati portati a termine.

Il trade agreement riguarda oltre il 95% delle esportazioni Efta verso l’India, ma non tocca la voce più importante di tutte: l’oro. In compenso macchinari elettrici, orologi e cibi confezionati presto non saranno più soggetti ai pesanti regimi tariffari di New Delhi. Dall’accordo sono esclusi anche una serie di prodotti agricoli e caseari e il carbone.

Una delle particolarità del deal raggiunto domenica tra i ministri degli Esteri o del Commercio dei cinque Paesi riguarda l’impegno, non vincolante, delle quattro controparti europee a effettuare investimenti diretti dall’estero in India per 50 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni e per altri 50 miliardi nel quinquennio successivo.

Secondo il governo indiano, gli investimenti in questione dovrebbero contribuire alla creazione di u n milione di posti di lavoro nel Paese più popoloso della Terra.

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