Previsioni

L’Ocse conferma le stime di crescita mondiale (3,2%) e per l’Italia (0,8%)

L’Eurozona avanza piano, Germania sul filo della stagnazione, accelera la Spagna. Crescita solida per gli Stati Uniti. L’allentamento delle politiche monetarie dovrebbe continuare, ma attenzione a evitare ritorni di fiamma dell’inflazione

di Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 25 settembre 2024, ore 11:45

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Un container viene scaricato da un camion all’Aomi International Container Terminal di Tokyo

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L’Ocse conferma sostanzialmente le stime di crescita dell’economia globale al 3,2% nel 2024 e nel 2025, con l’Eurozona che avanza piano e il Pil italiano pressoché stabile allo 0,8% quest’anno e all’1,1% il prossimo. Nell’aggiornamento delle proprie previsioni, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo vede passi avanti nel percorso disinflazionistico, con salari reali in crescita e domanda sostenuta dall’allentamento delle politiche monetarie, che dovrebbe continuare. «Tempistica ed entità» dei tagli dovranno, però, essere attentamente valutate, per evitare ritorni di fiamma sui prezzi. Negli Stati Uniti e nell’Eurozona, i tassi sono visti in discesa rispettivamente «di altri 1,5 e 1,25 punti percentuali, entro la fine del 2025, verso livelli neutrali».

LE PREVISIONI OCSE

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Eurozona avanti piano, la Spagna accelera

La crescita del Pil dell’Eurozona è prevista allo 0,7% nel 2024 e all’1,3% nel 2025 (-0,2% rispetto alle stime di maggio), con attività sostenuta dalla ripresa dei redditi reali e dal miglioramento della disponibilità di credito. L’inflazione dovrebbe scendere al 2,4% quest’anno e al 2,1% nel 2025, ma la componente core è più lenta a tornare verso il target e si attesterà al 2,8% nel 2024 e al 2,2% nel 2025.

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Per il Pil italiano non ci sono scostamenti significativi, rispetto alle stime di maggio. «L’Italia, sta facendo relativamente bene in questo momento, con una crescita molto vicina al suo potenziale», ha detto il capo-economista dell’Ocse, Alvaro Pereira, in conferenza stampa a Parigi. «È importante - ha aggiunto - continuare sulla linea della prudenza di bilancio, perché il livello del debito è piuttosto elevato: occorre quindi ridurre le esenzioni fiscali, per ampliare la base imponibile. Questo è assolutamente essenziale per il futuro». Il capo-economista ha ribadito poi il peso «dei vincoli normativi, talvolta troppo elevati» e l’importanza delle riforme per aumentare produttività e competitività.

La Germania continua a viaggiare sul filo della stagnazione, con una crescita sotto il potenziale: nel 2024, il Pil tedesco dovrebbe aumentare appena dello 0,1%, per arrivare all’1% l’anno prossimo. Certo non un passo da locomotiva, ma evitare il segno meno sarebbe già una buona notizia per Berlino, di questi tempi.

La Spagna, invece, continua a sorprendere: l’Ocse alza le previsioni di crescita del 2024 di un punto e le porta a un robusto 2,8%, che sarà seguito dal 2,2% del 2025.

Anche per la Francia arriva una discreta correzione al rialzo per le stime di crescita del 2024, che ora superano l’1% (+0,4% rispetto a maggio), grazie soprattutto alla spinta generata dai Giochi olimpici.

Fuori dai confini dell’euro e della Ue, per il Regno Unito l’Ocse alza le previsioni dello 0,7% e porta l’incremento del Pil 2024 a un più confortante 1,1%.

Stati Uniti e Cina frenano nel 2025, India solida

Nell’anno elettorale, l’economia Usa crescerà del 2,6% (stabile rispetto alle stime di maggio). Poi frenerà all’1,6% nel 2025 (-0,2%), ma la decelerazione sarà attenuata dall’allentamento della politica monetaria della Fed.

Confermate, sia per quest’anno che per il prossimo, le stime sul Pil della Cina, rispettivamente al 4,9% e al 4,5%. L’aumento della spesa pubblica sosterrà la crescita fino alla seconda metà dell’anno in corso, ma la perdurante crisi del settore immobiliare continuerà ad agire da freno, come pure l’inadeguatezza degli ammortizzatori sociali e la sfiducia dei consumatori.

L’India, prosegue il proprio percorso di crescita, con il Pil che sale a tassi poco inferiori al 7%.

L’economia di guerra di Mosca

La macchina bellica di Putin continua a tirare l’economia: nel 2024, il Pil aumenterà del 3,7%, con una correzione al rialzo di oltre l’1% rispetto alle stime di maggio. Dall’anno prossimo, la Russia dovrebbe tornare sulla terra, con una crescita dell’1,1%, sempre che le stime non continuino a sottovalutare la resistenza del Paese a sanzioni e guerra.

Giappone e Argentina in contrazione

Le difficoltà della prima parte dell’anno pesano sul Giappone e portano l’Ocse a prevedere una contrazione del Pil dello 0,1% nel 2024, con una correzione al ribasso dello 0,6%. L’aumento dei salari reali dovrebbe tuttavia aiutare il recupero nel 2025, quando la crescita dovrebbe rimbalzare all’1,4%.

Tra i Paesi presi in considerazione nell’aggiornamento delle stime, oltre al Giappone, solo l’Argentina ha il segno meno davanti alla variazione del Pil. Nel 2024, la contrazione sarà del 4% (-0,7% rispetto alle stime di maggio). Dovrebbe seguire un forte rimbalzo nel 2025, con crescita del 3,9%.


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