L’orientamento scolastico diventa (anche) un benefit aziendale
L’insoddisfazione per il proprio corso di studi ha ripercussioni sull’occupazione, oltre che sullo sviluppo dei talenti e capacità di innovazione
di Gianni Rusconi
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È uno degli aspetti, e fra i più importanti (seppur fra i meno dibattuti), che compongono il grande tema della mancanza di competenze che affligge il sistema Paese: la dispersione e la mancanza di orientamento formativo è un fenomeno che sta incidendo in modo negativo sull’empowerment e l’employability dei giovani e sullo sviluppo dei progetti di life-long learning. Circa il 30% degli studenti universitari, questo il dato a cui fare riferimento, è insoddisfatto della propria scelta e il 20% cambia indirizzo dopo il primo anno, generando problemi nel lungo termine che hanno ripercussioni sull’occupazione (aumentando la platea dei cosiddetti “NEET”) sullo sviluppo dei talenti e sulla capacità di innovazione.
Una criticità che ha riportato di stretta attualità l’esigenza di guidare i ragazzi verso una scelta scolastica (università o ITS) realmente consapevole. In questo solco opera Futurely, una startup attiva da marzo del 2021 (ereditando l’esperienza di Orientami, nata due anni prima) che ha sviluppato una piattaforma tecnologica attraverso la quale proporre, anche alle aziende in un’ottica di “corporate benefit”, un percorso digitale di orientamento innovativo per gli studi post diploma.
L’idea è venuta a due giovani imprenditrici, Elisa Piscitelli (che della società è il Ceo dopo aver passato a inizio carriera tre anni come data scientist in McKinsey) e Mariapaola Testa, entrambe con alle spalle studi negli Stati Uniti (al MIT e ad Harvard) ed esperienze professionali in società di consulenza strategica di primo piano.
L’essenza di Futurely, che utilizza tecniche sviluppate da psicologi esperti dell’orientamento di Harvard, è dunque un percorso di conoscenza dell’individuo (passioni, interessi, inclinazioni, competenze) e di career coaching che comprende una presentazione strutturata e completa dell’universo universitario, il tutto attraverso supporti digitali facilmente accessibili in modo asincrono e con i quali svolgere online esercizi interattivi da device mobile o pc desktop.
“I ragazzi non trovano ciò che cercano e spesso non fanno la scelta giusta”, spiega Piscitelli al Sole24ore.com. “Abbiamo iniziato a tracciare i soggetti dopo il primo anno di università mappando chi è soddisfatto o chi è desideroso di cambiare indirizzo e i nostri dati ci dicono che in Italia uno studente su tre non è soddisfatto della scelta operata”.

