Come cambiare lavoro seguendo «la strategia della giraffa»
Sono 5 le caratteristiche chiave che permettono di valutare in modo corretto la definizione di un proprio progetto professionale
di Cetti Galante *
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“Non c’è realtà permanente ad eccezione della realtà del cambiamento” diceva il filosofo greco Eraclito. I cambiamenti suscitano sempre timore, ma di fronte a tempi complessi come gli attuali occorre accettarli come parte integrante della nostra vita e, anzi, come opportunità per evolvere. Ci libereremo di tante ansie che spesso assorbono le nostre migliori energie, che sono invece da utilizzare per individuare nuove strade e soprattutto eviteremo di trovarci paralizzati dinnanzi a cesure profonde.
Gli ultimi due anni e mezzo ce lo hanno insegnato bene. Le dinamiche introdotte o accelerate dalla pandemia - come la digitalizzazione “forzata” - hanno di fatto rappresentato un’evoluzione per le persone in termini di responsabilità e focus sui risultati, nonostante le difficoltà. Ora anche le aziende devono evolvere dinnanzi alla ritrovata consapevolezza di molti su nuovi desideri, bisogni, progetti e scale di valori, pena anche il fenomeno delle dimissioni volontarie.
Occorre potenziare l’ascolto dei bisogni reali delle persone; non si può semplicemente “tornare alla normalità” facendo finta che niente sia successo, perché tanti cambiamenti sono ormai permanenti, le persone che hanno lavorato in remoto sono cambiate e sono maturate grazie a un modo di lavorare che le ha rese più autonome. Ritornare in ufficio deve avere un senso diverso rispetto al pre-pandemia ed essere percepito come un valore aggiunto nell’ambito del lavoro ibrido, in un equilibrio nuovo, che ribadisce anche il set dei valori aziendali, con il quale le persone hanno bisogno di identificarsi.
Con oltre il 40% dei profili professionali ricercati dalle imprese che risultano introvabili è poi emersa d’un tratto l’importanza e la responsabilità dell’aggiornamento costante delle competenze per la propria employability interna o esterna all’organizzazione.Cosa può fare il singolo? Innanzitutto è importante ribadirci che anche dopo una battuta d’arresto - come quella della perdita del lavoro - le occasioni per trovare un nuovo equilibrio personale e lavorativo sono molte più di quante si pensi, anche scegliendo una strada professionale completamente diversa o che non si era considerata in precedenza.
Lo conferma l’attività quotidiana a fianco delle circa 2.500 persone che come INTOO seguiamo ogni anno nei percorsi di supporto alla ricollocazione professionale e consulenza di carriera. Ma attenzione; la prima cosa da fare, prima di cambiare o ritrovare lavoro, non è quella di cercarne immediatamente un altro, inviando CV in modo massivo. Bisogna invece farsi una serie di domande per orientarsi nella giusta direzione.
