Asia e Oceania

La Bank of Japan ha alzato i tassi allo 0,5%

La decisione è stata presa in seguito ai segnali di stabilizzazione dell’inflazione intorno all’obiettivo del 2%

Il governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda

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Dal nostro corrispondente

NEW DELHI - Come previsto, la Bank of Japan (BoJ) venerdì ha alzato i tassi d’interesse di un quarto di punto allo 0,5 per cento. La decisione è stata presa a larga maggioranza (8-1), ma non all’unanimità e riflette i recenti segni di stabilizzazione dell’inflazione sopra al target del 2 per cento. L’altro fattore che ha inciso sul rialzo sono i segnali provenienti dal mondo del lavoro, dove quest’anno sono previsti aumenti delle retribuzioni meno anemici che in passato.

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L’analisi di Ueda

«Molte imprese - ha spiegato il governatore della BoJ, Kazuo Ueda, nel sintetizzare la ratio della decisione - dicono che continueranno ad alzare le retribuzioni. Numerosi dati indicano che l’economia statunitense è in buona salute. I mercati sono stabili e la direzione in cui si muoveranno le politiche di Trump sono, a grandi linee, più chiare». In materia di dazi, per il momento, permane però incertezza, ragion per cui, ha detto Ueda, un possibile incremento delle barriere al commercio non è ancora stato incorporato nella scelta di alzare i tassi.

Per quanto attesa dai mercati, la mossa della BoJ è rilevante perché è soltanto 10 mesi fa che la banca centrale giapponese ha chiuso una lunghissima stagione - durata 17 anni - di tassi negativi. Un rialzo - l’ultimo risaliva al policy meeting di luglio - era dato per scontato anche perché durante le ultime due settimane dai membri del board erano giunti ripetuti segnali in tal senso.

Con questo tipo di aspettative, una decisione di lasciare tutto fermo in attesa di indicazioni più solide sul fronte di crescita, inflazione e retribuzioni avrebbe quasi certamente avuto l’effetto di indebolire lo yen in una fase in cui il dollaro, complici le prime mosse dell’amministrazione Trump, è particolarmente forte.

I dati sull’inflazione

Poche ore prima dell’annuncio della BoJ sui tassi, il nuovo Outlook Report ha rialzato le stime sull’inflazione sia per l’anno fiscale in corso sia per quello che inizierà il prossimo 1 aprile, evidenziando come a dicembre l’indice core, che non tiene conto delle fluttuazioni di beni dai prezzi più volatili come gli alimentari, abbia toccato il 3 per cento. Un sotto-indice ancora più selettivo, che oltre agli alimentari esclude anche i carburanti, ha segnato un rialzo del 2,4 per cento.

Detto questo, l’inflazione giapponese continua a destare qualche preoccupazione, non tanto per il suo andamento quanto per le sue cause sottostanti. «Mentre la crescita anno su anno dei prezzi è moderata, la debolezza dello yen sta facendo lievitare i costi», ha spiegato Ueda. «Il forte aumento dell’inflazione durante l’anno fiscale 2025 è legato soprattutto alla pressioni sul fronte dei costi nella prima metà dell’anno, che però dovrebbero andare dissipandosi. Se le retribuzioni cresceranno in maniera stabile, possiamo aspettarci che anche quelle reali registrino un aumento», ha concluso il banchiere centrale.

Il rialzo di un quarto di punto deciso venerdì è il più robusto da quasi un ventennio dato che a marzo i tassi passarono da -0,1% a +0,1% e a luglio dallo 0,1% allo 0,25 per cento.

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