Banche centrali e conflitto

La Bce farà dietrofront? Così lo spread va a picco (e il Bund torna negativo)

Gli operatori iniziano a ricalibrare le aspettative sui rialzi dei tassi e sullo stop al Qe da parte dell’Eurotower. Volano i titoli di Stato (soprattutto italiani) ma continua la debacle in Borsa

di Maximilian Cellino

La Borsa, gli indici dell’1 marzo 2022

3' min read

3' min read

I mercati faticano a prendere le misure agli eventi che si succedono quotidianamente dal fronte della guerra fra Russia e Ucraina, anche perché l’incertezza sugli sviluppi del conflitto e quindi sulle loro conseguenze macroeconomiche regna ancora sovrana. Iniziano però a mettere a fuoco quale potrebbe essere la reazione delle Banche centrali, ormai prossime ad appuntamenti cruciali per le loro scelte di politica monetaria, a questo scenario non del tutto previsto, e i riflessi si vedono immediatamente sull’andamento dei titoli di Stato.

Mercati, ora la tempesta rischia di essere perfetta

Spread a picco, bund sottozero

In un contesto in cui i rendimenti sovrani si sono andati riducendo un po’ ovunque, a partire dagli Stati Uniti e dalla Germania dove il Bund a 10 anni è tornato negativo, il movimento più eclatante è risultato alla fine quello dei BTp. Il tasso dei decennali italiani non solo è sceso di quasi 40 centesimi in una sola seduta all’1,39%, ma lo ha fatto più rapidamente del corrispettivo tedesco e ha riportato lo spread a 148 punti base dove non lo si vedeva ormai da un mese.

Loading...

Appare quindi chiaro come gli investitori stiano ricalibrando le aspettative sull’esito del Consiglio Bce del prossimo 10 marzo e soprattutto la marcia che l’Eurotower ha intrapreso verso la normalizzazione della politica monetaria. Se fino a qualche giorno fa si scontava un rialzo di almeno 50 punti base nel 2022 nell’area euro, ora le attese si sono improvvisamente dimezzate. E il fatto che possa anche allontanarsi il momento in cui cesseranno da parte di Francoforte gli acquisti di titoli di Stato giustifica il riprezzamento dei BTp.

Nelle ultime ore i banchieri centrali hanno del resto fatto di tutto per confermare il sospetto che già si insinuava nella mente di analisti e operatori. Alle parole di qualche giorno fa dell’austriaco Robert Holzmann e della tedesca Isabel Schnabel si sono infatti aggiunte nelle ultime ore quelle di Fabio Panetta e del finlandese Olli Rehn, che vanno tutte sostanzialmente nella stessa direzione: quello attuale non sembra proprio essere il momento più opportuno per avviare una restrizione monetaria, ed è quindi più saggio attendere che gli effetti della crisi attuale siano almeno più chiari.

LA BCE FARÀ DIETROFRONT? COSÌ LO SPREAD VA A PICCO (E IL BUND TORNA NEGATIVO)

Differenziale di rendimento fra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi

Loading...

L’inflazione continua a preoccupare...

Il bollettino sull’inflazione nei vari Paesi europei, preso in sé, non sarebbe certo rassicurante agli occhi dai banchieri centrali. Il +5,1% registrato a febbraio in Germania, il +7,4% spagnolo e naturalmente anche il +5,7% annunciato l’1 marzo dall’Istat per il nostro Paese sono tutte cifre che vanno ben oltre le aspettative e preludono oggi a un valore complessivo che per l’area euro potrebbe issarsi al 5,8% con un dato «core» al 2,5% e quindi superiore all’obiettivo Bce.

...ma l’Eurotower non può combatterla

Il conflitto, poi, con le ripercussioni sui listini delle materie prime, rende più difficile l’opera dell’Eurotower. «Potrebbe far perdere il controllo delle aspettative di inflazione nell’area euro, con il problema aggiuntivo della disparità nei livelli dei prezzi che si registrano tra i Paesi centrali e i periferici», avverte Alberto Matellán, capoeconomista di Mapfre Am, che però ha anche parole rassicuranti: «Una maggiore inflazione - aggiunge - porterebbe a una Bce più aggressiva, ma non in questo caso perché il rialzo dei prezzi esclusivamente legato all’energia non può essere combattuto con tassi più alti, e questo è stato chiarito dal capo economista Phillip Lane pochi giorni fa».

Le Borse crollano ancora

Considerazioni simili non sembrano avere invece effetto sui listini azionari, dove si è assistito a una nuova debacle, almeno per quanto riguarda l’Europa. Piazza Affari ha ceduto il 4,14% affossata dai titoli del settore bancario e con pochi (fra cui ancora una volta Leonardo, Eni e Terna) a opporre resistenza, ma al resto d’Europa non è andata poi meglio con Parigi a -3,9%, Francoforte a -3,8% e Madrid a -3,4 per cento. Come nei giorni precedenti New York è riuscita a contenere le perdite, segno evidente che gli investitori provano comunque a fare selezione fra chi (come l’Europa) è potenzialmente colpita in prima battuta dall’escalation bellica e chi invece può al momento ancora ritenersi relativamente al riparo.

BORSE SOTTO PRESSIONE

Loading...

Difficile dire quanto durevole e quanto profonda possa ancora essere la correzione, ma qualcuno fra gli analisti inizia a fare qualche conto. «Nel breve termine, escludendo i forti ribassi registrati nella grande crisi finanziaria e durante la crisi Covid e guardando ai rimanenti picchi passati registrati dall’equity risk premium, il premio per il rischio richiesto per investire in azioni, riteniamo che vi sia spazio per un ulteriore ribasso di circa il 5%-10%», ipotizza Michele Morganti, Senior Equity Strategist di Generali Investments. Da qui a 12 mesi si spinge a prevedere rendimenti positivi, inclusi i dividendi, intorno al 5%, ma il suo atteggiamento resta prudente: «I mercati rimangono fortemente dipendenti dagli eventi e a oggi - ammette - ci asterremmo dall’acquistare aggressivamente titoli».

Copyright reserved ©
  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti