La dermatite atopica colpisce 3 milioni di italiani: ecco le cure e dove fare un consulto gratis
La causa esatta della dermatite atopica non è ancora completamente chiara, ma si ritiene che sia il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali
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I punti chiave
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Eritema, vescicole e grande prurito. Si potrebbe riassumere così il quadro della dermatite atopica, una malattia infiammatoria non contagiosa della pelle che causa rossore, prurito e talvolta desquamazione. È una condizione cronica, che interessa circa 3 milioni di italiani e che non ha una cura definitiva. Questo significa che non esiste un trattamento che possa eliminare completamente la malattia per sempre, ma con il giusto approccio e un piano di gestione adeguato, è possibile tenere sotto controllo i sintomi e migliorare significativamente la qualità della vita. Ecco perché SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse, torna con la quinta edizione della campagna “Dalla parte della tua pelle”, una vera e propria occasione di sensibilizzazione e cura grazie ai 45 Centri ospedaliero-universitari dove dal 29 marzo al 12 aprile, sarà possibile effettuare consulti dermatologici gratuiti (per informazioni).
Per accedere alla visita gratuita è necessario completare un test pre-screening che verificherà l'idoneità al consulto dermatologico. Sono 9 domande come ad esempio “Soffri o hai sofferto di prurito persistente alla pelle?” oppure “Soffri o hai sofferto di allergia stagionale”. E le risposte unite alla visita permetteranno al clinico di valutare la gravità della dermatite atopica e dare indicazioni sui trattamenti possibili in base alla gravità della malattia
Le cause
La causa esatta della dermatite atopica non è ancora completamente chiara, ma si ritiene che sia il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali. “La diagnosi – spiega Caterina Foti, professore Ordinario di dermatologia e Direttore della Clinica Dermatologia all'Università di Bari e consigliere Sidemast – è per lo più clinica perché le manifestazioni cutanee sono simili e per alcuni aspetti sovrapponibili ad altre malattie della pelle ecco perché è importante la diagnosi differenziale”. La dermatite atopica ha, come detto, una forte componente genetica, ma spiega la dermatologa “il nostro stile di vita gioca un ruolo fondamentale nell'influenzare l'insorgenza e la gestione dei sintomi. I fattori ambientali e le abitudini quotidiane possono, infatti, agire come trigger o aggravanti per la pelle sensibile, aumentando il rischio di episodi acuti o complicazioni”
La localizzazione, i sintomi e come riconoscerla
Si localizza prevalentemente su viso, collo, nelle pieghe del gomito, dietro al ginocchio e sulle mani. “In generale – continua l'esperta – la dermatite atopica tende a svilupparsi nelle pieghe cutanee, dove la pelle è più sottile e tende a sfregarsi o a essere più esposta a sostanze irritanti”. La dermatite atopica è una malattia infiammatoria perché si verifica quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo o anomalo a determinati stimoli, come allergeni, infezioni o irritazioni esterne. In condizioni normali, il sistema immunitario difende il corpo da agenti dannosi, ma nelle persone con dermatite atopica, questo processo si altera. Invece di rispondere solo agli agenti patogeni, il sistema immunitario scambia anche sostanze innocue (come polvere, pollini o alcuni cibi) per minacce e inizia a rilasciare sostanze chimiche infiammatorie, come le citochine, che causano rossore, prurito e gonfiore sulla pelle. “Il prurito è uno dei sintomi più fastidiosi e debilitanti e quando è intenso spinge la persona a grattarsi molto, il che peggiora l'infiammazione – sottolinea la professoressa Foti – ma anche la qualità del sonno”. Ma non solo. “Il grattarsi può generare un disagio non solo fisico, ma anche psicologico diventando un vero e proprio stigma sociale ecco perché – evidenzia l'esperta - la dermatite atopica è una patologia complessa che va oltre la pelle
Il ruolo dei farmaci e gli altri trattamenti
I farmaci per la dermatite atopica sono impiegati per gestire l'infiammazione, alleviare il prurito e favorire la salute della pelle. A seconda della gravità della condizione e delle necessità individuali del paziente, esistono diverse categorie di trattamenti disponibili. “Nelle forme lievi vengono utilizzati corticosteroidi topici e antistaminici, mentre per quelle severe ci sono gli anticorpi monoclonali e i farmaci anti-Jak, che agiscono inibendo l'attività degli enzimi che svolgono un ruolo chiave nel processo infiammatorio alla base di diverse malattie autoimmuni, tra cui proprio la dermatite atopica” spiega l'esperta. Oltre ai farmaci esistono diversi accorgimenti che possono rendere la vita quotidiana più facile per chi soffre di dermatite atopica “Indossare abiti in tessuti naturali come il cotone e la seta, evitando lana e sintetici che possono irritare la pelle” Per l'igiene personale il consiglio è quello di “fare docce brevi e con acqua tiepida perché l'acqua calda può seccare la pelle, utilizzare prodotti delicati e senza profumi e poi asciugarsi senza sfregare, ma tamponare e – in conclusione - visto la bella stagione prendere il sole con precauzione, meglio alla mattina, può avere benefici per le persone con dermatite atopica, soprattutto per quanto riguarda la produzione di vitamina D”

