Credito

Banche, chiusi altri 508 sportelli nel 2024. Ecco dove

La chiusura di 609 sportelli bancari nel 2024 ha portato a un saldo negativo di 508 unità, con conseguenze per i comuni e le persone che vivono in aree senza filiali bancarie.

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La ritirata delle banche dai territori accelera, mentre aumenta il numero di comuni e quindi di cittadini e imprese che vivono dove non ci sono filiali bancarie.

Sostituite dai canali virtuali, ma solo per chi ha dimestichezza con gli strumenti digitali. Secondo l’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba della First Cisl, nel 2024 le banche italiane hanno chiuso 609 sportelli mentre ne hanno aperti 101 nuovi, con un saldo negativo tra chiusure e aperture di 508 unità: il numero complessivo nel nostro Paese scende così sotto i 20mila, con un calo che in percentuale è pari al 2,5% rispetto al 2023. Il trimestre in cui sono stati chiusi più sportelli è stato l’ultimo del 2024, che ha fatto segnare 432 chiusure. Il sindacato dei bancari della Cisl calcola che in tre mesi circa 230mila italiani si sono ritrovati senza una banca nel loro comune di residenza.

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L’Osservatorio della Cisl rielabora i dati di Banca d’Italia e Istat, facendo anche un’analisi territoriale da cui emerge che il fenomeno è ormai trasversale e interessa anche comuni con 20mila abitanti.

I COMUNI SENZA SPORTELLO

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Le regioni più colpite

Nel 2024 le regioni dove c’è stato il maggior numero di tagli di sportelli bancari sono state la Valle d’Aosta che ha perso il 7,5% dei suoi sportelli, l’Umbria che ne ha persi il 4,3% e la Sardegna (- 3,9%). Emilia Romagna con -0,9%, Calabria con -0,6% e Liguria sono invece le regioni dove le nuove aperture hanno sostanzialmente compensato le chiusure.

I comuni senza filiali

Il 2024 è stato l’anno in cui 101 comuni si sono ritrovati senza più filiali bancarie sul loro territorio, portando così a 3.381 il loro numero complessivo, pari al 42,8% del totale. Aumenta il numero assoluto, ma aumenta anche la dimensione dei centri colpiti dalla desertificazione.

Per la prima volta rimane senza sportello un comune con più di 20mila abitanti, in provincia di Caserta: si tratta di Trentola Ducenta. In prospettiva, dato che centri che hanno ancora più abitanti sono rimasti con un solo sportello, sembra verosimile che la taglia possa crescere ancora di più. Mugnano di Napoli che conta 35mila abitanti, è rimasto con un solo sportello, per esempio. Come anche Rivalta di Torino.

«L’accelerazione delle chiusure nell’ultimo trimestre del 2024, il peggiore da quando l’Osservatorio della Fondazione Fiba ha iniziato le sue rilevazioni, ci dice che le banche intendono continuare a comprimere i costi riducendo la loro presenza sul territorio - osserva il segretario generale della First Cisl Riccardo Colombani -. A preoccupare non è solo il numero dei comuni abbandonati, che si sta avvicinando alla metà del totale, ma anche le loro dimensioni.

Il processo di ulteriore concentrazione del sistema, che si profila con le operazioni annunciate nelle ultime settimane, potrebbe portare a breve, con le sovrapposizioni tra le reti fisiche sui territori, a riduzioni di costo basate su nuovi tagli di sportelli e servizi e ad una ulteriore contrazione dell’occupazione nel settore. Comuni sempre più grandi, in questo caso, vedrebbero chiudere anche l’ultimo sportello, con gravi disagi per le comunità e soprattutto per le persone fragili».

I cittadini e le imprese in comuni senza banca

Nel nostro Paese sono quasi 11 milioni, mezzo milione in più dello scorso anno, le persone che non hanno accesso alla rete bancaria fisica. Oltre 4,6 milioni (+ 6,5%) vivono in comuni totalmente desertificati, mentre quasi 6,3 milioni (+4,5%) in comuni in via di desertificazione, quelli con un solo sportello. Risulta in crescita, inoltre, il numero delle imprese che hanno la propria sede in comuni desertificati: sono 282.688, 18.834 in più rispetto al 2023.

La scarsa diffusione dell’internet banking tra gli anziani italiani

Mentre arretra la rete fisica, avanza quella delle filiali virtuali a cui fa ricorso circa il 55% degli utenti, un dato di oltre 12 punti inferiore rispetto al 67,2% della media Ue. «Non va dimenticato che l’utilizzo dell’internet banking in Italia resta modesto, a differenza di quanto avviene in molti Paesi europei. L’aumento che si è verificato negli ultimi anni - dice Colombani - non ha ridotto infatti il gap con la media dell’area euro, particolarmente accentuato nel caso delle fasce anziane della popolazione. In Francia l’impiego dell’internet banking tra le persone comprese tra 65 e 74 anni è del 56,3%, in Italia solo del 33,9%».

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