Fed: tassi fermi, normalizzazione è in vista
La Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati in una forchetta fra il 5,25% e il 5,50%, ma ha indicato che altri rialzi sono solo eventuali
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Tassi fermi. La Fed lascia, per la terza riunione consecutiva, l’obiettivo del Fed Funds ratesi invariato in una forchetta fra il 5,25% e il 5,50%, ai massimi da 22 anni. Soprattutto segnala nel suo comunicato che altri rialzi dei tassi sono soltanto eventuali: «Siamo probabilmente al picco, o vicino al picco, per questo ciclo» restrittivo, ha detto in conferenza stampa il presidente Jerome Powell.
Wall Street festeggia e aggiorna il record: il DJ Industrial Average guadagna oltre 500 punti (+1,4%) e per la prima volta supera quota 37mila chiudendo a 37.090.
La diagnosi dell’economia affidata al comunicato finale, poco variata rispetto alla riunione del 1° novembre, aggiunge che l’attività economica ha ora rallentato rispetto al brillante terzo trimestre (+4,9% annualizzato il pil, che corrisponde a un 1,3% trimestrale) e rileva il calo dell’inflazione che pure rimane «elevata». Powell ha ricordato che «non è garantita» la continuazione del trend dell’inflazione verso il basso e che il cammino dell’andamento dei prezzi resta «incerto». Il Comitato di politica monetaria, ha aggiunto e ripetuto, «si muove in modo cauto»: «Abbiamo ancora strada da fare - ha poi detto - Non cantiamo vittoria. Sarebbe prematuro».
I tagli previsti nel 2024 diventano tre
L’analisi dei “dots”, i punti con i quali i governatori indicano singolarmente le proprie previsioni sull’andamento dei tassi, rivela inoltre che la Federal reserve è ormai orientata ad accelerare la normalizzazione dei tassi. Il costo ufficiale del credito potrebbe scendere nel 2024 - indica la mediana delle singole proiezioni - al 4,5-4,75% decisamente più in basso del 5-5.25% indicato tre mesi prima. Questo significa che a settembre si immaginavano per l’anno prossimo due tagli dei tassi di 25 punti base - i governatori credevano che il tetto del 2023 sarebbe stato a quota 5,50-5,75% - mentre ora se ne immaginano tre.
Analogamente, per gli anni successivi si immagina di portare i tassi al 3,5-3,75% a fine 2025 - con un taglio di un altro punto percentuale, meno intenso di quello immaginato nelle precedenti proiezioni - dal 3,75-4 indicato a settembre, e al 2,75-3% a fine 2026. L’”obiettivo” implicito, indicato nei tassi di lungo periodo, è più basso: stato confermato al 2,5 per cento. In definitiva, il taglio viene accelerato nel 2024, per allontanarsi più rapidamente dal “tasso terminale”, ma procede cautamente nei due anni successivi, senza raggiungere il livello giudicato neutrale.

