La negoziazione: una competenza preziosa e trasversale ai ruoli aziendali
Senza acquisire uno spirito di osservazione critica persisteremo negli errori e continueremo quindi a lasciare sul piatto tempo, soldi, benessere
di Lorenzo Cavalieri *
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Un tempo la negoziazione era prerogativa esclusiva di alcuni ruoli e di alcune figure professionali specifiche. Oggi faremmo fatica a individuare quei lavoratori che non sono chiamati a negoziare nello svolgimento della loro attività. Nel mondo del lavoro del terzo millennio le competenze negoziali sono sempre più importanti. Alle persone vengono affidati non più compiti ma obiettivi, da perseguire con crescente autonomia e creatività. Se a Fantozzi dicevano “c’è da fare questo, ne ho bisogno per le 5 sulla mia scrivania”, oggi a qualunque ruolo esecutivo diremmo: “c’è da ottenere questo, vedi tu come fare, quando hai novità rilevanti aggiornami”.
Le competenze negoziali, infatti, in azienda sono sempre più preziose, trasversalmente rispetto a ruoli e funzioni, per almeno cinque fattori:
1) Nell’attuale mondo del lavoro molte figure professionali sono state riconvertite da ruoli tecnici e amministrativi a ruoli commerciali e di gestione diretta della clientela.
2) È aumentato il numero di consulenti free lance e lavoratori autonomi, professionisti che non devono recepire le istruzioni di un capo, ma devono confrontarsi e negoziare continuamente con i loro clienti.
3) Nelle multinazionali e nelle grandi organizzazioni si lavora per progetti. A tal fine, vengono strutturati gruppi di lavoro in cui si ritrovano a operare colleghi che appartengono a funzioni diverse, clienti, fornitori, consulenti. Questi team prevedono l’esistenza di coordinatori che, tuttavia, non sono dei capi gerarchici. Di conseguenza, il buon esito dei progetti è legato alle capacità negoziali e creative di tutti i soggetti coinvolti.

