La scommessa sui mercati europei: l’inflazione tornerà nei ranghi in 12 mesi
Il forte calo del prezzo del gas ridimensiona le aspettative di inflazione: gli «swap» sul mercato stimano il costo della vita Ue al 2,73% tra un anno
di Morya Longo
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I punti chiave
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Il fatto che il rendimento dei BTp italiani decennali sia sceso giovedì sotto il 4% (chiudendo al 3,998%), non è un fatto significativo solo per gli amanti delle “soglie psicologiche”. È indicativo per un altro motivo: perché i rendimenti dei titoli di Stato italiani non riuscivano a sfondare quella soglia dal 15 dicembre scorso. Cioè dal giorno in cui la Bce ha alzato i tassi di 50 punti base e ha annunciato a sorpresa nuovi «significativi» aumenti del costo del denaro nel 2023. Quel giorno creò un forte panico sui mercati (creando malumori anche tra ministri e Governi), con l’effetto di spedire i rendimenti dei BTp dal 4% al 4,71% il 30 dicembre. Poi è iniziata la retromarcia. E ora i BTp (ma anche i Bund tedeschi) hanno cancellato le preoccupazioni e i malumori post-Bce.
La scommessa sulla Bce
Perché? Non certo perché i membri della Banca centrale abbiano fatto marcia indietro nelle loro intenzioni di rialzi dei tassi. Anzi: continuano a far capire che andranno dritti per la loro strada. Il motivo del calo dei rendimenti europei è invece un altro: il mercato sta ridimensionando in maniera consistente le aspettative sull’inflazione. È convinto che il costo della vita sia destinato a calare vistosamente, grazie alla caduta dei prezzi dell’energia, e che già a fine 2023 torni non troppo lontano dall’obiettivo della Bce del 2%. Così, galvanizzato dalla caduta del prezzo del gas, il mercato ha iniziato a scommettere che la Bce non alzerà davvero i tassi come dice. Si sta insomma convincendo che se ora abbaia, l’Eurotower non morderà davvero.
Inflazione addio?
Il cambio di aspettative sull’inflazione nasce dalla frenata vistosa dei prezzi dell’energia, a partire da quello del gas. Il Ttf nell’ultimo mese ha perso il 51%, scendendo a 65 euro per megawattora mercoledì (ieri è lievemente risalito). Anche il prezzo dell’elettricità cala di conseguenza. E con gli stoccaggi stracolmi di gas il mercato pensa (o meglio, spera) che non si vedranno più impennate come quelle dei mesi passati.
Dal gas all’inflazione il passo è breve: dato che il caro-energia ha pesato per due terzi nel rincaro generalizzato dei prezzi al consumo - scommette il mercato -, se l’energia si ridimensiona anche l’inflazione non può che scendere. E infatti le aspettative (misurate dagli inflation swap) stanno letteralmente crollando. A inizio 2023 si stimava che il costo della vita in Eurozona tra 12 mesi sarebbe stato al 4,50%, mentre ora la previsione è scesa al 2,73%. Praticamente il mercato sconta che alla fine dell’anno il costo della vita in Eurozona possa essere tornato non molto lontano dall’obiettivo della Bce (che è al 2%). E se si guardano orizzonti più lunghi, la previsione è la stessa: tra 5 anni e anche tra 10 anni l’inflazione è prevista dagli swap al 2,31%.
Insomma, il mercato scommette non solo sul fatto che il picco sia passato (e questo lo hanno confermato anche i dati effettivi sull’inflazione di dicembre in molti Paesi europei) ma anche che il problema del caro-vita sarà quasi spazzato via dai radar tra soli 12 mesi. È vero che gli inflation swap sono volatili e ogni giorno cambiano quotazioni, ma la scommessa è chiara: con l’inflazione che cala, la Bce non sarà più costretta a varare la super-stretta che continua a sbandierare in ogni occasione.

