Importate 3 tonnellate di oro

La Svizzera indaga sul mistero dei lingotti russi

A maggio sono entrate nella confederazione 3,1 tonnellate di oro di origine russa: lingotti destinati ad essere fusi, ma tutte le raffinerie negano di averli presi in consegna. Aperta un’inchiesta per accertare se siano state violate sanzioni

di Sissi Bellomo

(phonlamaiphoto - stock.adobe.com)

3' min read

3' min read

È un mistero, ma sta diventando anche fonte di imbarazzo crescente per la Svizzera, che sta indagando su oltre tre tonnellate di lingotti d’oro forgiati in Russia che hanno varcato i confini del Paese a maggio: un tesoretto da 194 milioni di franchi, pari a circa 192 milioni di euro, la cui esistenza è stata svelata dalle statistiche doganali e di cui nessuno ammette di essere il destinatario.

Le banche sembrano escluse dalla lista dei sospetti: il metallo, stando alle bolle di trasporto, era destinato ad essere fuso. Ma una dopo l’altra tutte le raffinerie del Paese si sono chiamate fuori, dichiarando di non aver preso in consegna neppure un grammo del prezioso carico.

Loading...

A negare per primi un coinvolgimento sono stati i quattro maggiori operatori: MKS PAMP, Metalor Technologies, Argor-Heraeus e Valcambi, colossi che dai cui impianti passano due terzi dell’oro raffinato al mondo. Poi anche l’Associazione svizzera dei fabbricanti e commercianti di metalli preziosi ha diffuso una nota, affermando di aver interpellato tutte le 14 società aderenti, ottenendo sempre la stessa risposta: nessuno di loro è «responsabile di queste importazioni».

«L’oro di dubbia provenienza non trova posto in Svizzera», ha rimarcato l’Associazione, raccomandando ai suoi membri di «agire con la massima cautela e astenersi dal comprare in caso di dubbi».

Venerdì 24 l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc-Bazg) ha comunicato di aver aperto un’inchiesta per verificare se siano state violate sanzioni e di aver accertato che i lingotti provenivano dalla Gran Bretagna, anche se non ha rivelato il nome del mittente.

Dall’inizio della guerra in Ucraina è la prima volta che nella confederazione elevetica entra (almeno ufficialmente) oro di origine russa. E non si tratta di qualche anello o catenina, ma di 3,1 tonnellate, circa il 2% dei volumi totali di oro importati in Svizzera a maggio. Dalla Russia prima della guerra arrivavano un paio di tonnellate al mese.

L’opinione pubblica storce il naso. E le autorità sono chiamate a dare una risposta. Ma in realtà è ben possibile che nessuno abbia trasgredito le regole: le sanzioni adottate dalla Svizzera, molto simili a quelle europee, vietano infatti di vendere oro ai russi, ma nulla se non la coscienza dei singoli impedisce di comprarne, a patto – nel caso dei lingotti – che siano stati fabbricati prima del 7 marzo 2022.

I Paesi del G7 e l’Unione europea proprio lo scorso marzo si erano impegnati a dare un’ulteriore giro di vite per impedire a Mosca di finanziarsi vendendo oro dalle sue immense riserve auree: quasi 2.300 tonnellate di metallo, accumulate per metà dopo l’annessione della Crimea nel 2014.

La banca centrale russa, sotto sanzioni, non è in effetti più in grado di liquidare riserve sulle maggiori piazze finanziarie internazionali. Ma la Russia, Paese ricco di miniere, è il secondo produttore mondiale di oro e i lingotti fusi dalle sue raffinerie sono in circolazione ovunque: nei forzieri di altre banche centrali così come nelle cassette di sicurezza di (facoltosi) risparmiatori, nei magazzini delle borse in cui si scambiano futures o nei caveau dove le società che emettono Etf custodiscono il metallo sottostante.

Mettere al bando tutti i lingotti russi avrebbe scatenato il caos. Per evitarlo la London Bullion Market Association (Lbma) ha dunque deciso il 7 marzo 2022 di privare con effetto immediato le raffinerie russe – sei in tutto – del “marchio” Good Delivery, che distingue i lingotti utilizzabili per scopi finanziari, Tutti i lingotti fusi in precedenza possono continuare a circolare. Anche varcando i confini della Svizzera.

Copyright reserved ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti