Le competenze non bastano: ecco come guidare la trasformazione nell’era dell’AI
L'invito rivolto ai responsabili delle risorse umane e alle figure del management lo firma nel suo nuovo saggio Alessandro Rimassa, imprenditore della digital transformation, fondatore della Talent Garden Innovation School e oggi alla guida di Radical HR
di Gianni Rusconi
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Ripensare completamente il proprio ruolo per contribuire al cambiamento in corso, sviluppando competenze trasversali in diversi ambiti: design, marketing, learning, technology e wellbeing. L'invito rivolto ai responsabili delle risorse umane e alle figure del management è esplicito e lo firma - nel suo nuovo saggio “Le 5 lenti dell'HR” edito da Egea - Alessandro Rimassa, imprenditore della digital transformation, fondatore della Talent Garden Innovation School e oggi alla guida della sua nuova creatura, Radical HR.
La sfida a cui sono chiamate le aziende è duplice e riflette per l'appunto le contraddizioni di un'era di grande mutazione di modelli e scenari, in cui da un lato si riconosce il valore determinante delle persone nel successo di un'impresa e dall'altro si allunga l'ombra di un'intelligenza artificiale che potrebbe impattare significativamente il mondo delle professioni.
La convinzione di Rimassa non sembra lasciare dubbi ed elegge le risorse umane a soggetto detentore del futuro del lavoro, con buona pace degli algoritmi e dei chatbot generativi. Serve però un atto di “coraggio” da parte di Hr manager, Ceo e C-level, chiamati per l'appunto a un'evoluzione drastica del proprio ruolo, ad ampliare le proprie conoscenze e la propria sfera di azione. Le persone, insomma, non sono un'opzione o qualcosa di marginale (e potenzialmente non necessario) ma una componente chiave dei processi creativi e organizzativi, delle attività di apprendimento e di progettazione.
Affinché questa trasformazione si compia, però, secondo Rimassa le competenze non basteranno: i responsabili Hr in primis dovranno acquisire la consapevolezza di essere una funzione di guida e non solo di servizio, in grado di lavorare a stretto contatto con chi definisce la strategia del business aziendale, contribuendo sempre di più alla sua definizione. Con l'ausilio (necessario) delle nuove tecnologie digitali.
Le “persone al centro” è il paradigma. Nell'era digitale abbiamo corso il rischio di dimenticarcelo: perché? Dove hanno sbagliato le aziende e il management?
