Tutta la natura dell’Argentina nel pieno della sua estate in compagnia di Cortázar
Le falesie e i petroglifi di Talampaya
Nella provincia di La Rioja i pinnacoli di roccia rossa decisamente western style del Parco nazionale Talampaya si elevano e notano all’orizzonte quando ancora ci si trova lontani da questo scenario naturalistico strabiliante che pare fatto di cartapesta. Risale al Triassico, a circa 200 milioni di anni fa, come testimoniano le tracce fossili lasciate dai dinosauri e dalle piante di quel periodo geologico. Le sue falesie, specialmente quelle del canyon formato dal fiume Talampaya, destano impressione per la solidità e capacità di apparire quasi infuocate. Notevole è la vegetazione al suo interno, in particolare i cactus e poi appare notevole la presenza di guanachi, maras, tartarughe terrestri e lucertole. Eccezionale a Talampaya è anche la testimonianza di arte rupestre, qui presente in dimensioni e quantità non riscontrabili in alcuna altra parte dell’Argentina: i petroglifi sono stati lasciati su muri, rocce. Sulle pareti del canyon alte fino a 100 metri, l’erosione ha creato figure curiose come quella del Re Magio Dichiarato Patrimonio Mondiale Unesco insieme al vicino Parque Provincial Ischigualasto, si estende per oltre 213 mila ettari nella zona del Monte de Sierras y Bolsones.

