Le fondazioni imprenditoriali e corporate: moltiplicatori del valore d’impresa
Un fenomeno che produce vantaggi win-win per tutti gli attori in gioco, uno strumento in più per dare evidenza ai valori distintivi degli imprenditori
di Marco Grumo (*)
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Con l’avvento della Covid-19 abbiamo assistito a un fenomeno molto peculiare così riassumibile: più pandemia, più donazioni degli imprenditori e delle imprese a favore della ricerca e in generale dell'emergenza sanitaria e sociale. Ciò si è verificato di fatto in tutto il mondo, anche in Italia, dove molte sono state le donazioni provenienti dal settore imprenditoriale e finanziario: Esselunga, Benetton, Banca Intesa, Mediolanum, Armani, solo per citarne alcune. Si tratta della cosiddetta filantropia emergenziale (sostanzialmente straordinaria e più o meno interessata), e nello specifico della più ampia fenomenologia della filantropia imprenditoriale e corporate: una filantropia molto variegata, che va da quella continuativa e organizzata, a quella più “istintiva” emozionale e personale.
I donatori, inclusi gli imprenditori, donano anzitutto per i valori che condividono e in base alle esperienze vissute. Le agevolazioni fiscali, che sono giustamente concesse in varia misura nel mondo (e i patrimoni disponibili) costituiscono invece moltiplicatori dell'entità delle donazioni. Anche le imprese donano in relazione ai propri valori e alle proprie strategie di business e di corporate social responsibility.Tanti sono i ritorni delle donazioni, economici e non: il prestigio, la visibilità, la legittimazione sociale, anche all’estero, dell’impresa e/o dell’imprenditore e in generale l’empowerment del corporate o personal & family branding nonché l’aumento del fatturato per l’impresa fondatrice e/o del suo valore di borsa e le agevolazioni fiscali.
La filantropia - personale o corporate - per diventare rilevante e continuativa deve però costituire un atto razionale dal punto di vista economico; essa cioè deve essere “win-win” sia per il donatore sia per il beneficiario. Ne sanno qualcosa gli Stati Uniti dove questo tipo di filantropia rilevante è molto diffusa anzitutto per ragioni storico/culturali, poiché, come noto, lo Stato in quel Paese non è così pronunciato come nel contesto italiano/europeo: si pensi che in America esistono importanti agevolazioni fiscali per i donatori addirittura dal 1917.
Negli Usa, inoltre, sono molto diffusi i cosiddetti “philantrophy advisors”, cioè professionisti a tutti gli effetti che aiutano imprese, imprenditori e famiglie facoltose a realizzare progetti di filantropia strategica organizzata, win-win e razionale dal punto di vista economico.In questo scenario, aumentano in tutto il mondo le fondazioni costituite da imprenditori, famiglie di imprenditori e imprese.
Le fondazioni imprenditoriali e di impresa costituiscono strumenti importanti per donare e per fare più in generale responsabilità sociale dell’impresa, sostenibilità ed economia circolare in stretta sinergia con l'impresa fondatrice, per convogliare e mettere a sistema con l’impresa i vari slanci filantropici e le varie iniziative sociali così come per conservare nel tempo i patrimoni personali e familiari dell’imprenditore o per “mettere in sicurezza” nel tempo la proprietà azionaria di alcune società.

