Fed, l’enigma Warsh (e l’ombra di Trump)
dal nostro corrispondente Marco Valsania
di Laura La Posta
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L’anno scorso il voto medio era 6: la sufficienza. Ora il campione di aziende Leader della sostenibilità è da sette e mezzo: oltre il discreto. Il giudizio è di Statista, società di rilievo internazionale nell’analisi dei dati.
«È un bel passo avanti - conferma Thomas Clark, Senior associate partner -. Rispetto alla prima edizione della lista, realizzata con Il Sole 24 Ore, molte imprese hanno fatto meglio e lo score medio è così passato da 63,8 punti agli attuali 75,7, su un massimo di 100 punti. L’analisi degli oltre 40 indicatori sulle tre dimensioni della sostenibilità parla chiaro: le imprese italiane sono tra le migliori d’Europa sui criteri Esg (Environmental, social, governance)».
Come si spiega il progresso, in un’Italia ferita dalla pandemia da Covid-19? Il Sole 24 Ore ha girato la domanda a Nino Tronchetti Provera, fondatore di Ambienta, l’asset manager leader nell’applicazione della sostenibilità ambientale al mondo degli investimenti. Una B Corp certificata che gestisce asset per oltre 1,5 miliardi, concentrandosi su investimenti in società guidate dai megatrend ambientali. Nel private equity gestisce il più grande fondo al mondo con questa strategia e ha completato una cinquantina di investimenti. Nei mercati quotati ha dato il via al primo fondo absolute return sulla sostenibilità. In quanto potenziale investitore in diverse imprese, ha scelto con fair play di non partecipare all’analisi.
«La transizione verso modelli di business sempre più sostenibili è la più grande rivoluzione nella storia dell’economia - afferma Nino Tronchetti Provera - come dimostrato dalla resilienza dei sustainable champions durante la pandemia e tra le tante difficoltà dell’economia mondiale. Ipotizziamo tre casi. Un’azienda che produce trattori e sceglie valvole che fanno risparmiare il 5% dei consumi; un’impresa del food & beverage che sostituisce i coloranti chimici con quelli naturali e viene così preferita ai competitor; un produttore di mobili che passa da vernici a base solventi a quelle a base acqua dando una risposta a un mercato che chiede questo. Queste aziende resisteranno meglio di altre, anche ora che i prezzi delle materie prime sono cresciuti a dismisura» .
Chiara la fotografia, ora mettiamo a fuoco qualche protagonista. Prysmian, leader globale della produzione di cavi per tlc e delle infrastrutture elettriche, ha confermato il suo approccio Esg fully integrated per raggiungere l’obiettivo net zero entro il 2035 per le emissioni generate dalle sue attività ed entro il 2050 per quelle lungo la catena del valore. Una sfida ambiziosa, ben oltre gli obiettivi che si è posta (a parole) la comunità internazionale.