L’aggiornamento del piano industriale

Leonardo accelera su razionalizzazione e nuovi partner. Cedola raddoppiata nel 2025

Decisa spinta dalle nuove iniziative, dallo spazio all’asse con la turca Baykar. Per il riassetto di Aerostrutture si cerca «una nuova alleanza» per arrivare al breakeven dell’ebita entro la fine del 2028

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Tre pilastri: razionalizzazione del portafoglio, efficientamento di prodotti e processi anche attraverso un ulteriore sprint sulla digitalizzazione e ricerca di nuove alleanze e partner strategici, a cominciare dalle Aerostrutture. Con l’obiettivo di continuare ad accelerare sui numeri (non a caso la guidance 2025 fissa i target a un livello ancora più ambizioso rispetto allo scorso anno). E, soprattutto, di giocare in prima linea la partita cruciale della sicurezza globale nell’ambito della quale le tecnologie multidominio interoperabili - su cui il gruppo vuole porsi come traino - sono destinate a rivestire un ruolo cruciale.

Il ruolo cruciale delle alleanze e il dividendo raddoppiato

È questa la Leonardo a trazione Cingolani che emerge dall’aggiornamento del piano industriale appena comunicato dal gruppo e che arriva, come si ricorderà, a pochi giorni dall’annuncio di un protocollo d’intesa con la Baykar per accelerare sul segmento dei velivoli senza pilota e dall’ufficializzazione dell’avvio della nuova jv con Rheinmetall. Due snodi che raccontano molto bene la direzione impressa da Cingolani a Leonardo che, forte di questo sprint, ha raddoppiato il dividendo portando l’asticella 2025 a 0,52 euro (a fronte degli 0,28 euro del 2024). «L’avvio delle alleanze e delle partnership internazionali intraprese negli ultimi mesi sono l’elemento che ci sta consentendo di accelerare il nostro sviluppo completando le nostre capacità industriali e tecnologiche. Questo tipo di crescita inorganica si sta dimostrando un elemento determinante di competitività a livello globale, anche alla luce della recente evoluzione del contesto geopolitico internazionale».

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Il netto incremento di ordini e ricavi

Una spinta in avanti molto chiara e vibile nei numeri contenuti nel piano che prevede una forte crescita sia sotto il profilo degli ordini che dei ricavi. Sul primo fronte, si stimano da qui al 2029 ordini cumulati pari a 118 miliardi di euro (Cagr 2023-2029 +5,8%). Nel 2025 il gruppo punta a 21,1 miliardi di euro di ordini, 22,3 miliardi nel 2026, 23,6 miliardi nel 2027, 25 miliardi nel 2028 e 26,2 miliardi nel 2029. Stesso trend di aumento anche per i ricavi con l’asticella che si attesterà a 18,6 miliardi nel 2025 per salire a 24miliardi nel 2029. Mentre l’ebita è atteso a 1,66 miliardi nel 2025 con una progressione costante fino alla fine del piano (2,83 miliardi nel 2029).

La spinta delle nuove iniziative

Questa crescita sarà sostenuta anche da una serie di nuove iniziative - tutte costruite seguendo lo sguardo lucido di Cingolani -, che vanno dalla nuova divisione Spazio all’asse con Baykar (dal quale si stima un upside di 0,6 miliardi), dalla jv con Rheinmetall alla nuova linea di business dell’hypercomputing (LHyc) che è atteso generare un contributo di di 230 milioni di ricavi cumulati nell’arco di piano, fino al Gcap, il programma per la nuova generazione di caccia con Giappone e Regno Unito. Che, a oggi, si basa su investimenti pari a 40 miliardi di euro al 2035 e su 350 ordini della piattaforma per l’intera jv entro lo stesso orizzonte temporale.

Il nodo Aerostrutture

Passando ai singoli segmenti, l’obiettivo di Leonardo è quello di rafforzare il core business e, in questo senso, tutte le divisioni sono attese in forte crescita. Quanto al nodo Aerostrutture, si punta a cercare «una nuova alleanza in grado di sostenere un business solido e sostenibile nel lungo periodo». Il punto di svolta dovrebbe arrivare entro la fine del 2028 quando il piano prevede il breakeven Ebita per la divisione. Ma Cingolani vuole accelerare la ricerca di un alleato e punta a chiudere il dossier entro fine anno.

La guidance 2025

Infine, il capitolo della guidance 2025, con un livello di nuovi ordinativi stimato a circa 21 miliardi, in linea con la performance registrata nel 2024. I ricavi sono attesi a 18,6 miliardi, in crescita rispetto al 2024 grazie all’apporto delle attività già a portafoglio ordini, che nel 2024 ha raggiunto il valore record di circa 44 miliardi. Prevista anche una redditività in aumento, con un ebita di circa 1,66 miliardi e un indebitamento netto di gruppo di circa 1,6 miliardi in diminuzione grazie all’incremento della generazione di cassa e agli incassi rivenienti dalla cessione del business dell’ex Wass.

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