“Love Lies Bleeding”, un revenge movie al femminile scuote il Festival di Berlino
“Love Lies Bleeding”, un revenge movie al femminile scuote il Festival. Presentato il nuovo film di Rose Glass con Kristen Stewart. In concorso Isabelle Huppert torna a lavorare con Hong Sang-soo
di Andrea Chimento
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Uno dei film più attesi del Festival di Berlino 2024 è stato inserito fuori concorso: si tratta di “Love Lies Bleeding”, opera seconda della britannica Rose Glass, presentato all’interno della sezione Berlinale Special.
Le aspettative altissime erano dettate soprattutto dai buoni esiti dell’esordio dell’autrice, “Santa Maud” del 2019, ma anche dalla presenza tra le protagoniste dell’attrice Kristen Stewart, diventata negli anni una vera e propria icona di un cinema d’autore capace sempre di sperimentare e scuotere lo spettatore: pensiamo in questo senso a “Personal Shopper” di Olivier Assayas, “Certain Women” di Kelly Reichardt, “Spencer” di Pablo Larraín o “Crimes of the Future” di David Cronenberg.
In “Love Lies Bleeding” interpreta Lou, una ragazza che lavora nella palestra di un paesino del Nuovo Messico e che una sera incrocia la sua strada con Jackie, una bodybuilder decisa ad andare a Las Vegas per partecipare a una competizione importante. Le due si innamoreranno, ma la loro relazione darà inizio a un vortice di violenza, che coinvolgerà diversi membri della famiglia di Lou, figlia del gestore di un club per appassionati di armi da fuoco e potente figura del mercato criminale del luogo.
Un bellissimo movimento della macchina da presa, che parte dal ventre di un cratere in mezzo al deserto per indirizzarsi verso il cielo stellato e poi avvicinarsi alla palestra da cui prende le basi l’intera narrazione, apre il film in maniera molto suggestiva.
Soprattutto nella prima parte del film, Rose Glass conferma infatti il suo talento nella gestione visiva e sonora di un montaggio dotato di tempi ottimi e capace di tenere altissimo il ritmo della pellicola.
Un accumulo di temi affascinante ma indigesto
Nonostante il talento dell’autrice, col passare dei minuti però “Love Lies Bleeding” mette davvero troppa carne al fuoco: la vicenda della vendetta al femminile nei confronti di un personaggio maschile estremamente viscido e violento è del tutto consistente e ben centrata, mentre lasciano diversi dubbi le azioni che vengono sviluppate nella parte conclusiva.Sembra quasi che la regista abbia perso un po’ le redini del progetto generale, finendo per ampliare troppo il raggio d’azione, anche richiamando numerosi titoli del cinema del passato (“Thelma & Louise”) e contemporaneo (possono venire in mente “Titane” di Julia Ducournau, oltre a diverse pellicole della A24, casa di distribuzione della pellicola).



